Zone colpite del sud, Catania e Cagliari richiesta di fondi
L’ondata di maltempo che sta flagellando il Mezzogiorno non accenna a placarsi, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che ha messo in ginocchio tre regioni. Il Ciclone Harry continua a imperversare con una violenza inaudita, costringendo le autorità a mantenere l’allerta rossa su Sardegna, Sicilia e Calabria. Le precipitazioni, che in alcune aree del suolo calabrese hanno già raggiunto picchi pari alla metà dell’accumulo annuo complessivo, hanno trasformato le strade in fiumi e isolato interi centri abitati. La situazione più drammatica si registra lungo le fasce costiere, dove la forza degli elementi ha travolto strutture ricettive, abitazioni e nodi strategici della comunicazione viaria.
La risposta del governo e le misure urgenti
Palazzo Chigi segue ogni evoluzione della crisi con la massima attenzione. La Premier Giorgia Meloni è in costante contatto con i vertici della Protezione Civile e con il Ministero della Protezione per le Politiche del Mare, assicurando che l’esecutivo non lascerà soli i cittadini. La priorità assoluta resta la salvaguardia della vita umana, con un appello accorato alla popolazione affinché vengano rispettate rigorosamente le direttive dei sindaci e delle autorità locali. L’obiettivo è minimizzare l’esposizione al rischio in attesa che il picco della tempesta si esaurisca. Nei prossimi giorni, una delegazione governativa guidata dal Ministro Nello Musumeci effettuerà sopralluoghi tecnici nelle zone più colpite per avviare l’iter di ricostruzione.
Caos trasporti e infrastrutture distrutte
Il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha già formalizzato la richiesta per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, sottolineando la gravità dei danni alle reti di collegamento. Il sistema dei trasporti è attualmente paralizzato in diversi settori vitali: la tratta ferroviaria che connette Messina, Catania e Siracusa è interrotta, rendendo difficili gli spostamenti sul versante orientale dell’isola. Non va meglio in Sardegna, dove la furia del mare ha letteralmente sventrato segmenti della Statale 195, la principale arteria che collega Cagliari a Capoterra. Qui, l’asfalto ha ceduto sotto la pressione delle onde, isolando migliaia di pendolari e lavoratori.
Sicilia in ginocchio: danni per oltre 500 milioni
Il bilancio provvisorio stilato dal Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è impietoso. Oltre cento chilometri di litorale ionico sono stati devastati, con perdite economiche che superano già il mezzo miliardo di euro. Località come Acireale hanno vissuto momenti di puro terrore, con anziani salvati dalle proprie abitazioni invase dall’acqua. A Santa Teresa di Riva, la situazione è descritta come un vero e proprio scenario post-bellico: il comune è privo di elettricità e le condutture idriche principali sono state divelte dalla forza del fango, lasciando la popolazione senza acqua potabile. Domani è prevista una giunta straordinaria per deliberare lo stato di crisi regionale.
Scuole sbarrate e centri urbani isolati
La prevenzione ha portato alla chiusura totale degli istituti scolastici in quasi tutti i capoluoghi interessati. Da Reggio Calabria a Cosenza, passando per Messina, Enna e Siracusa, i sindaci hanno emesso ordinanze restrittive che riguardano anche parchi pubblici e cimiteri per evitare tragedie legate alla caduta di alberi o smottamenti. A Pozzallo, nel ragusano, le squadre tecniche sono già all’opera per quantificare i danni agli stabilimenti balneari e alle infrastrutture portuali, anch’esse pesantemente colpite dal Ciclone Harry nelle ultime 48 ore.
La Sardegna resiste tra fango e detriti
In terra sarda, la Presidente Alessandra Todde coordina i soccorsi in stretto raccordo con i prefetti e la protezione civile. Oltre alla già citata interruzione della “Sulcitana”, si registrano forti disagi nella metropolitana di Cagliari, la cui operatività è stata sospesa a causa di allagamenti nei tunnel. Squadre dell’Anas e volontari stanno lavorando senza sosta per liberare le carreggiate dai detriti trascinati dalle mareggiate, mentre il vento, pur in leggera attenuazione, continua a rendere complesse le operazioni di messa in sicurezza dei tetti e delle linee elettriche aeree.
Monitoraggio continuo e previsioni
Mentre il Dipartimento della Protezione Civile continua a monitorare i bacini idrografici, il timore principale resta quello di nuove frane. Nel territorio ennese, la Statale 288 è attualmente chiusa a causa di uno smottamento che impedisce l’accesso diretto ad Aidone, costringendo il traffico su percorsi secondari tortuosi e pericolosi.
La solidarietà istituzionale espressa dalla Camera dei Deputati si tradurrà a breve in stanziamenti finanziari, ma resta aperta la questione della fragilità idrogeologica di un territorio che, ad ogni evento estremo, paga un tributo altissimo in termini economici e sociali. La macchina dei soccorsi resterà in stato di massima allerta fino alla fine della settimana.
(Ter/Adnkronos)

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