Agnelli trasportati senza acqua con arti rotti verso Pescara

Agnelli trasportati senza acqua con arti rotti verso Pescara

Gli attivisti di Essere Animali denunciano abusi nei trasporti

L’attività di monitoraggio condotta da Essere Animali in sinergia con Animal Welfare Foundation ha portato alla luce scenari allarmanti lungo le arterie autostradali italiane. Durante i controlli effettuati nel periodo antecedente le festività pasquali, gli attivisti hanno documentato una serie di violazioni sistematiche che colpiscono migliaia di capi destinati al consumo alimentare. Il monitoraggio si è concentrato in particolare sui flussi provenienti dall’estero, evidenziando criticità strutturali nei mezzi di trasporto e una gestione dei carichi che ignora i parametri minimi di tutela degli esemplari.

Emergenza maltrattamenti sui trasporti verso l’Abruzzo

Uno degli episodi più gravi registrati riguarda un autoarticolato carico di circa trecento pecore provenienti dalla Francia e diretto verso un impianto di macellazione situato in provincia di Pescara. Le telecamere degli attivisti hanno immortalato almeno quattro animali con gli arti fratturati, rimasti incastrati tra le paratie metalliche laterali e il piano di calpestio del rimorchio. Si ipotizza che tali lesioni siano occorse già nelle fasi iniziali del carico, costringendo gli ovini a una sofferenza prolungata per l’intera durata del tragitto transfrontaliero.

Nonostante la tempestiva segnalazione alla Polizia Stradale e il successivo stop del mezzo presso un’area di servizio sulla A10, nei pressi di Savona, l’intervento veterinario non ha prodotto il fermo degli animali feriti. La normativa vigente imporrebbe lo scarico immediato dei capi sofferenti presso la struttura di controllo più vicina, ma il convoglio è stato autorizzato a proseguire il viaggio per altre dieci ore, ignorando la presenza di una stalla di sosta idonea lungo il percorso stabilito.

Irregolarità nei flussi di importazione dalla Francia

Le ispezioni su strada hanno rivelato un quadro di inadempienze croniche che includono densità di carico eccessive, impedendo agli esemplari di riposare o di raggiungere i sistemi di abbeveraggio. Molti di questi sistemi sono risultati non idonei o completamente fuori uso, costringendo le bestie a restare senza acqua per oltre trenta ore consecutive. La carenza di lettiera ha inoltre favorito l’accumulo di esalazioni ammoniacali, rendendo l’aria irrespirabile all’interno dei diversi livelli dei camion.

I dati statistici confermano una tendenza al rialzo nel settore. Tra il 2024 e il 2025 le macellazioni sul territorio nazionale sono aumentate, passando da 1,53 a 1,65 milioni di capi. Nel solo periodo pasquale dello scorso anno, l’Italia ha importato oltre 153 mila unità dal resto dell’Unione Europea, con Francia e Spagna che si confermano i principali fornitori, coprendo una quota di oltre 136 mila capi su base annua.

Lo stallo normativo a livello dell’Unione Europea

Secondo quanto riportato da Chiara Caprio, responsabile delle relazioni istituzionali dell’organizzazione, la situazione è esacerbata da un blocco legislativo in sede europea. Sebbene l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare abbia suggerito di ridurre drasticamente i tempi di percorrenza e aumentare gli spazi vitali, la proposta di revisione del Regolamento (CE) n.1/2005 appare ferma al Parlamento Europeo. Questa incertezza normativa permette la persistenza di una zona grigia dove il benessere animale viene sacrificato per esigenze logistiche e commerciali.

Le indagini condotte tra il 23 e il 28 marzo hanno coperto oltre 2700 chilometri, focalizzando l’attenzione su carichi diretti non solo in Abruzzo, ma anche verso i grandi poli di macellazione in Toscana, Lazio e Puglia. L’opinione pubblica italiana si dimostra particolarmente sensibile al tema: un sondaggio recente indica che il 90% dei cittadini è preoccupato per le condizioni di trasporto, posizionandosi come la nazione più attenta d’Europa alla tutela degli esseri senzienti durante le fasi di movimentazione industriale.

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