Banda della Marmotta [VIDEO] presa dai Carabinieri dopo un assalto

Banda della Marmotta presa dai Carabinieri dopo un assalto

 Tre arresti in flagranza per il colpo esplosivo a Volpiano

TORINO, 1 aprile 2026 – Un’operazione lampo condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino e della Compagnia di Venaria Reale ha portato allo smantellamento di una pericolosa cellula criminale. Nelle prime ore del 28 marzo scorso, i militari hanno tratto in arresto tre individui colti in flagranza di reato subito dopo aver sventrato lo sportello automatico di una filiale Unicredit a Volpiano. Altri due complici sono stati deferiti in stato di libertà. L’intervento è scattato a seguito delle segnalazioni dei residenti di via Vittorio Emanuele Filiberto, svegliati dal boato di due ordigni ad alto potenziale utilizzati per scardinare la cassaforte dell’istituto di credito, come riporta il comunicato di Ufficio Stampa Comando Generale Carabinieri.

La tecnica della marmotta e la fuga verso il capoluogo

I criminali hanno impiegato la cosiddetta “marmotta”, un congegno metallico farcito di polvere pirica che deve il suo nome al sibilo caratteristico emesso durante l’innesco. Dopo aver asportato il contante, il gruppo si è dato alla fuga a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata dotata di targhe contraffatte. Il piano prevedeva di far perdere le tracce dirigendosi rapidamente verso Torino, sfruttando la velocità del mezzo per seminare eventuali inseguitori. Tuttavia, la fitta rete di controlli preventivi disposta dall’Arma sul territorio ha permesso di intercettare il veicolo sospetto nei pressi di Corso Venezia, dando inizio a una concitata fase di cattura.

Inseguimento e cattura tra i boschi della rete ferroviaria

Dopo essere stati intercettati, i malviventi hanno tentato una fuga disperata a piedi, inoltrandosi nella fitta vegetazione adiacente al raccordo autostradale Torino-Caselle. I militari sono riusciti a circondare l’area e a immobilizzare i fuggitivi nonostante la scarsa visibilità e la complessità del terreno. Durante le operazioni di perquisizione, le forze dell’ordine hanno rinvenuto l’intera refurtiva sottratta poco prima. Oltre al denaro, sono state sequestrate due vetture e un kit completo per l’assalto: estintori per soffocare le fiamme dell’esplosione, passamontagna, accendini controvento e una scatola di chiodi a tre punte, pronti per essere disseminati sull’asfalto in caso di inseguimento.

Provvedimenti giudiziari e presunzione di innocenza

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino ha già convalidato il fermo dei tre sospettati, disponendo la custodia cautelare in carcere. Il fascicolo processuale è stato successivamente trasferito per competenza territoriale alla Procura della Repubblica di Ivrea. Sebbene gli elementi raccolti sul campo siano pesanti, l’Arma dei Carabinieri ricorda che per i soggetti coinvolti vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva. L’operazione segna un punto fondamentale nel contrasto alla recrudescenza di questi reati predatori che, oltre al danno economico, generano forte allarme sociale tra la popolazione per la violenza delle deflagrazioni utilizzate.

Logistica criminale e materiali tecnici sequestrati

L’analisi del materiale rinvenuto a bordo delle auto suggerisce un’organizzazione paramilitare della banda. Oltre agli strumenti per l’effrazione, i militari hanno recuperato torce ad alta intensità e guanti tecnici, necessari per manipolare ordigni così instabili senza provocare incidenti. La precisione con cui sono state contraffatte le targhe indica l’esistenza di una rete di supporto logistico più ampia su cui gli investigatori stanno ora lavorando. Il sequestro di strumenti per la gestione delle fasi esplosive dimostra come il gruppo fosse preparato a reagire a eventuali imprevisti tecnici durante la detonazione della “marmotta”.

Sicurezza del territorio e prevenzione dei reati bancari

Il successo dell’operazione è frutto di una costante attività di pattugliamento delle zone industriali e residenziali più esposte. La tempestività della Centrale Operativa nel coordinare le pattuglie di Torino e Venaria ha impedito che i malviventi raggiungessero i propri covi urbani, dove sarebbe stato molto più complesso intervenire. Le autorità locali hanno espresso soddisfazione per il ripristino della sicurezza in un’area colpita duramente da questa tipologia di assalti. La pressione investigativa resterà alta per prevenire nuovi episodi e per individuare eventuali depositi di esplosivo ancora occulti nelle periferie del capoluogo piemontese.

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