Delmastro si dimette: “Leggerezza” e addio al ministero della Giustizia

Delmastro si dimette: “Leggerezza” e addio al ministero Giustizia

Le dimissioni dopo il referendum e le polemiche sulla società della figlia di Caroccia

Roma, 24 marzo 2026 – Andrea Delmastro Delle Vedove ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario alla Giustizia, ammettendo una “leggerezza” che, pur non configurando illeciti, ha ritenuto incompatibile con il ruolo istituzionale. Con lui, anche Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, ha lasciato l’incarico. Le decisioni arrivano a poche ore dall’esito del referendum sulla giustizia, travolto da oltre 14 milioni di voti contrari, e dopo settimane di polemiche legate alla vicenda della quota societaria intestata alla figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato per intestazione fittizia con aggravante mafiosa.

La “leggerezza” e la responsabilità politica

“Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni”, ha dichiarato Delmastro in una nota, sottolineando di aver “sempre combattuto la criminalità” ma di assumersi “la responsabilità” per un comportamento giudicato inopportuno. La mossa segue le pressioni dell’opposizione, che aveva chiesto l’intervento della Commissione Antimafia e la revoca degli incarichi. La riunione decisiva si è tenuta nel pomeriggio al ministero, con la presenza di Nordio, Delmastro e Bartolozzi.

Le parole di Bartolozzi e le critiche alla magistratura

Bartolozzi, indagata a Roma per false comunicazioni al pm, aveva recentemente dichiarato in un’intervista: “Finché le cose non capitano sulla pelle, non avete idea di cosa voglia dire”, riferendosi alle inchieste giudiziarie. Le sue affermazioni, considerate offensive verso la magistratura, avevano alimentato il dibattito pubblico, culminato con l’appello ai cittadini: “Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”.

Le reazioni: da Conte a Magi, il governo sotto accusa

Immediate le reazioni politiche. Giuseppe Conte (M5S) ha parlato di “danno pesantissimo al prestigio delle istituzioni”, mentre Francesco Boccia (Pd) ha chiesto spiegazioni a Nordio: “Cosa è cambiato dopo il referendum? Ci sono fatti che non conosciamo?”. Nicola Fratoianni (Avs) ha definito le dimissioni “necessarie ma in ritardo”, e Riccardo Magi (+Europa) ha aggiunto: “In un Paese normale, un terremoto così porterebbe il governo a cadere”.

Il contesto: referendum, inchieste e la questione Caroccia

La vicenda ruota attorno alla società collegata a Caroccia, figura chiave nell’inchiesta sul boss Michele Senese. Le opposizioni avevano sollecitato chiarimenti, evidenziando il rischio di conflitti d’interesse. Il referendum, intanto, ha segnato una netta sconfitta per la riforma della giustizia voluta dal governo, accelerando la crisi al ministero.

Cosa succede ora?

Con le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, il ministro Nordio si trova sotto pressione. L’opposizione insiste per un suo intervento in Parlamento, mentre nel Pd si ipotizza una “crisi di sistema”. La domanda ora è: quali saranno le prossime mosse di Palazzo Chigi?

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