Artemis verso la Luna accelera la missione con nuova spinta

Artemis verso la Luna accelera la missione con nuova spinta

Gli astronauti puntano alla Luna dopo il decollo da Cape Canaveral

Con l’accensione del motore principale del modulo di servizio, la navicella Orion ha completato una delle manovre più delicate della missione Artemis, imprimendo la spinta necessaria per proiettare l’equipaggio verso la traiettoria lunare. La velocità ha superato i 10.500 chilometri orari, segnando un passaggio cruciale nella tabella di marcia che porterà gli astronauti a sfiorare il nostro satellite nel giro di tre giorni, in coincidenza con il Moon Day del 6 aprile. Il viaggio, lungo oltre 320 mila chilometri, rappresenta un momento cardine del programma che punta a ristabilire una presenza umana stabile sulla Luna e a preparare future permanenze prolungate.

La missione e il programma di lungo periodo

Artemis II costituisce una delle tappe più strategiche dell’intero progetto Nasa, che prevede dieci missioni distribuite su tredici anni. L’obiettivo finale è l’allunaggio del 2028, previsto con Artemis IV, mentre le successive fasi punteranno alla costruzione di un’infrastruttura orbitale e di superficie capace di sostenere attività scientifiche e logistiche di lunga durata. Il percorso, già definito nei suoi passaggi principali, resta comunque soggetto a possibili aggiornamenti in base ai risultati delle missioni e all’evoluzione tecnologica.

Il decollo del razzo Space Launch System dal Kennedy Space Center, avvenuto nella notte tra il 1° e il 2 aprile alle 00:35 italiane, ha riportato un equipaggio umano in viaggio verso la Luna dopo oltre mezzo secolo. A bordo della capsula Orion viaggiano Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, quest’ultimo primo astronauta canadese destinato a raggiungere l’orbita lunare. La missione, della durata di circa dieci giorni, prevede la circumnavigazione del satellite e potrebbe stabilire un nuovo record di distanza dalla Terra, superando quello dell’Apollo 13 del 1970.

Obiettivi tecnici e verifiche operative

Il volo ha lo scopo di testare in condizioni reali i sistemi vitali della navicella, dalla gestione dell’atmosfera interna alla navigazione autonoma, fino alla comunicazione ottica ad alta velocità tra Luna e Terra. Un altro punto chiave riguarda la validazione del comportamento dello Space Launch System con equipaggio a bordo, elemento essenziale per le future missioni di allunaggio. Il rientro atmosferico, privo di supporto Gps, rappresenterà una delle prove più impegnative per la guida automatizzata di Orion.

Le tappe del viaggio verso la Luna

Secondo la pianificazione Nasa, Artemis II ha già superato metà del percorso previsto. Dopo il lancio e la permanenza in orbita terrestre bassa, la navicella ha raggiunto l’orbita alta per verificare la stabilità della traiettoria. La manovra di iniezione translunare ha poi indirizzato Orion verso lo spazio profondo, avviando il viaggio che culminerà nel sorvolo della Luna. Durante il passaggio sul lato oscuro, la navicella perderà il contatto con la Terra per circa quaranta minuti, fase considerata fisiologica e attentamente monitorata.

Il rientro prevede una serie di correzioni di rotta, la separazione dei moduli e l’ingresso controllato nell’atmosfera terrestre, fino all’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, dove l’equipaggio sarà recuperato dalla U.S. Navy.

Le reazioni e il valore internazionale della missione

Il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, ha definito il lancio un passaggio storico per l’esplorazione umana dello spazio profondo, sottolineando il ruolo dell’Italia tra i primi firmatari degli Artemis Accords e il contributo nazionale alla cooperazione internazionale basata su trasparenza e sostenibilità. Dalla capsula, Jeremy Hansen ha descritto la forza emotiva del viaggio, evidenziando la determinazione necessaria per affrontare una missione che segna un nuovo capitolo nella storia dell’umanità.

Artemis II, con il suo avanzamento regolare e la complessità delle operazioni in corso, rappresenta un tassello decisivo verso il ritorno dell’uomo sulla Luna e verso una nuova era di esplorazione spaziale.

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