Roberto Vannacci lascia ufficialmente la Lega e inaugura il suo nuovo progetto politico
Roberto Vannacci lascia ufficialmente la Lega e inaugura il suo nuovo progetto politico, ‘Futuro Nazionale’. L’annuncio arriva attraverso un lungo messaggio diffuso sui social, in cui il generale rivendica la scelta di proseguire il proprio percorso “senza impicci, compromessi di convenienza e inciuci”, con l’obiettivo dichiarato di “cambiare l’Italia” e restituirle “sovranità, sicurezza, libertà e prosperità”.
“Proseguo per la mia strada da solo”, scrive Vannacci, spiegando che il nuovo soggetto politico nasce per raccogliere quanti “inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore”. Da oggi, aggiunge, “Futuro Nazionale è una realtà”.
La nuova formazione: “L’unica destra che io conosca”
Nel presentare il partito, Vannacci utilizza toni fortemente identitari. Descrive la sua destra come “vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa”, e tratteggia un’Italia “polveriera pronta a deflagrare”, compressa da energie inespresse, talenti umiliati e meriti non riconosciuti.
Secondo il generale, esiste una parte “viva, vasta e profonda” del Paese che non si riconosce più in una dialettica politica “timida, fatta di tinte spente e volti smorti”. Una parte che, sostiene, sarebbe ormai stanca di compromessi e moderazioni.
“Non a caso gli italiani di destra non votano più”, afferma, distinguendo tra una destra “autentica” e una “sbiadita”. La sua, dice, è una destra “vitale”, innamorata della vita “che merita di essere vissuta” e orientata al futuro. Una destra che non si presenta “a la carte”, che non è “una sinistra sbiadita” né “a geometria variabile come la famiglia queer”, e che soprattutto “non è moderata”.
La rottura con Salvini e il simbolo depositato in Europa
La separazione dalla Lega sarebbe maturata dopo un confronto diretto con Matteo Salvini e vari contatti negli ultimi giorni. A pesare, secondo ricostruzioni interne, anche il deposito del simbolo di ‘Futuro Nazionale’ presso l’Ufficio brevetti europeo: un logo con un’ala tricolore che ha certificato l’avvio del nuovo percorso.
“Siamo l’unica novità politica degli ultimi dieci anni”
Intervistato dall’AdnKronos, Vannacci definisce Futuro Nazionale “un movimento nato dal basso, non da manovre di palazzo”. Rivendica un impianto valoriale “non post‑ideologico”, fondato su principi “non negoziabili”, e un linguaggio che vuole essere “quello della gente comune”.
Il partito, afferma, si colloca come interlocutore del centrodestra, mentre giudica la sinistra “la sciagura di questa nazione”. La sfida, riconosce, sarà “difficile, ardua, rischiosa e impegnativa”, ma il movimento punta a presentarsi con liste proprie alle politiche del 2027, dove intende essere “presente e determinante”.
Identità, tradizione e confini: l’impianto ideologico
Nel post di lancio, Vannacci dedica ampio spazio al concetto di identità nazionale, definita come ciò che rende gli italiani “unici ed esclusivi”. L’Italia, scrive, è una patria “delimitata da confini che devono essere protetti e difesi”, abitata da un popolo che condivide valori e ideali comuni.
Richiama la storia italiana come “la più rilevante della storia mondiale”, dall’Impero Romano al Rinascimento, fino alle grandi menti del progresso. La grandezza, sostiene, non sarebbe un’ambizione ma una “vocazione naturale”.
Sul fronte migratorio, ribadisce una posizione netta: l’immigrazione di massa, anche non criminale, “sgretola la compattezza di una civiltà” e “annacqua l’identità di un popolo”. Le tradizioni, afferma, “non sono negoziabili”, e per chi non si integra “la remigrazione diventa una necessità”.
L’uscita dal gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo
Contestualmente all’addio alla Lega, arriva anche la comunicazione ufficiale del gruppo dei Patrioti per l’Europa (PfE): Vannacci non ne fa più parte. La permanenza, spiegano, è diventata “incompatibile” dopo la rottura con il Carroccio.
La Lega resta invece pienamente integrata nella famiglia politica dei Patrioti, con la cooperazione che prosegue “invariata”. La vicepresidenza del gruppo, che spettava alla delegazione italiana, era già vacante dopo la destituzione di Vannacci su richiesta del Rassemblement National francese.
La querela al Corriere della Sera
Il generale annuncia inoltre di aver dato mandato ai suoi legali per tutelarsi nei confronti del Corriere della Sera, accusato di aver pubblicato ricostruzioni “false e infondate” su presunti incontri segreti con Matteo Renzi finalizzati a “azzoppare” Giorgia Meloni. L’istanza di mediazione, precisa, è già stata depositata.
Le reazioni: Borghi parla di “delusione personale”
Tra le prime reazioni interne alla Lega, quella del senatore Claudio Borghi, che sui social definisce l’addio di Vannacci “una delusione personale”. Un episodio che, scrive, si aggiunge alle molte delusioni della sua esperienza politica, pur ribadendo la gratitudine verso “quelli che ci sono sempre stati”.

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