Schlein apre sul premier, tensioni Pd sull’antisemitismo

Schlein apre sul premier, tensioni Pd sull’antisemitismo

Lite interna sul ddl Delrio, coalizione divisa e incerta

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha ribadito la propria disponibilità a candidarsi alla guida del governo, chiarendo che la scelta della leadership avverrà insieme agli alleati. «O si troverà un accordo sul modello del centrodestra, con il candidato del partito più votato, oppure si procederà con primarie di coalizione», ha spiegato, sottolineando di essere pronta a correre. L’intervento arriva a dieci giorni dall’Assemblea nazionale del Pd, convocata all’Auditorium Antonianum di Roma, dove non sarà votata alcuna modifica statutaria per attribuire automaticamente la premiership alla segretaria.

La questione della leadership – come scrive Cosimo Rossi su La Nazione – si intreccia con le tensioni interne sul disegno di legge contro l’antisemitismo presentato dal senatore Graziano Delrio. Il testo, che richiama la definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) già recepita dal Parlamento europeo e dal governo Conte nel 2020, prevede sanzioni per chi diffonde contenuti antisemiti online e impone alle università di nominare un referente per il monitoraggio.

Il provvedimento è stato contestato da una parte della sinistra e dai 5 Stelle, che temono possa limitare le critiche radicali verso Israele. Il verde Angelo Bonelli ha avvertito che, se approvato, chi contesta duramente le politiche israeliane rischierebbe di essere etichettato come antisemita. A sostegno del ddl, Delrio ha ricordato che la definizione è già parte del quadro europeo e che il testo non le attribuisce forza di legge, proprio per evitare rigidità.

La polemica, alimentata anche da figure come Laura Boldrini e Arturo Scotto, evidenzia le fratture nel campo progressista e lascia intravedere possibili ripercussioni sulla politica estera nelle prossime assise.

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