Camera verso il voto finale mentre si chiude il confronto politico
La manovra entra nella fase conclusiva con il governo che ha formalizzato la richiesta di fiducia sull’articolo principale della legge di Bilancio, affidando al ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani il compito di scandire un passaggio decisivo. La Conferenza dei capigruppo ha fissato una tabella serrata: dichiarazioni di voto nel tardo pomeriggio, chiama alle 20.20 e prosecuzione notturna dell’esame degli ordini del giorno. Il voto finale è programmato entro le 13 del 30 dicembre, con interventi conclusivi trasmessi in diretta dalle 11.
La commissione Bilancio aveva chiuso ieri l’ultima tornata di votazioni sugli emendamenti, confermando il mandato ai relatori senza accogliere modifiche provenienti dalle opposizioni. Circa 790 proposte erano arrivate in Aula, ma una parte significativa è stata fermata già in avvio di seduta: 158 emendamenti sono stati dichiarati inammissibili per ragioni di copertura o per estraneità di materia. Nel pomeriggio è iniziato il dibattito generale, con una ventina di interventi che hanno anticipato le linee di scontro politico.
Sul fronte dei contenuti, il pacchetto previdenziale resta il nodo più discusso. La manovra conferma lo stop a Opzione donna e Quota 103, introduce un rafforzamento della previdenza integrativa e mantiene l’Ape sociale, seppur con risorse ridotte. Dal 2027 scatterà l’adeguamento graduale dei requisiti legati all’aspettativa di vita: pensione di vecchiaia a 67 anni e un mese, poi a 67 anni e tre mesi dal 2028. Per l’anticipo serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi dal 2027 e 43 anni e un mese dal 2028, con un anno in meno per le lavoratrici.
Tra le misure più controverse anche la disciplina sugli affitti brevi, rivista dopo il passaggio al Senato: dal 2026 cedolare secca al 21% sul primo immobile, al 26% sul secondo, mentre dal terzo scatterà l’obbligo di partita Iva. Il valore complessivo della Finanziaria sale a 22 miliardi, mantenendo invariati i saldi e garantendo coperture ritenute essenziali per la stabilità dei conti pubblici e la credibilità sui mercati.

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