Le autorità di Tel Aviv negano il rilascio di Abu Keshek
La magistratura israeliana ha stabilito il prolungamento della detenzione per ulteriori quarantotto ore nei confronti dello spagnolo Saif Abu Keshek e del brasiliano Thiago Avila. I due attivisti, componenti della spedizione umanitaria Global Sumud Flotilla, sono stati intercettati dalle forze di sicurezza in acque internazionali mentre tentavano di raggiungere la costa di Gaza. Durante la sessione dibattimentale svoltasi presso il tribunale di Ashkelon, l’accusa ha formulato contestazioni gravissime, ipotizzando il reato di assistenza al nemico in tempo di guerra e il presunto legame con organizzazioni terroristiche. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i fermati farebbero parte della Conferenza popolare per i palestinesi all’estero, sigla che Tel Aviv ritiene direttamente collegata alla struttura di Hamas.
Denunce di violenze e violazione dei diritti
Il collegio difensivo, guidato dall’organizzazione per i diritti umani Adalah, ha sollevato pesanti accuse circa il trattamento riservato ai prigionieri. Thiago Avila ha dichiarato formalmente di aver subito percosse violente fino alla perdita dei sensi in due distinte circostanze. Analoga situazione di estremo disagio è stata riportata per Abu Keshek, rimasto costantemente bendato e ammanettato dal momento del sequestro della nave. In segno di protesta contro queste condizioni detentive e per rivendicare la propria innocenza, entrambi i fermati hanno intrapreso uno sciopero della fame a oltranza. La difesa contesta inoltre la competenza territoriale del tribunale, sottolineando come il fermo sia avvenuto in acque internazionali, a enorme distanza dai confini marittimi israeliani.
Crisi diplomatica tra Madrid e Tel Aviv
La vicenda ha innescato un immediato cortocircuito diplomatico con il governo spagnolo. Il Ministero degli Esteri di Madrid ha bollato come illegale il fermo del proprio connazionale, esigendo la sua immediata liberazione senza condizioni. La presenza del console spagnolo durante l’udienza testimonia l’alto livello di tensione tra i due paesi. L’operazione militare che ha portato all’arresto dei due uomini ha coinvolto una flotta di oltre cinquanta imbarcazioni partite da diversi porti europei con l’obiettivo simbolico e pratico di spezzare il blocco navale. Mentre la maggioranza dei centosettantacinque attivisti coinvolti è stata trasferita a Creta, Abu Keshek e Avila restano reclusi nel carcere di massima sicurezza di Shikma, alimentando un caso internazionale che ricorda i precedenti scontri avvenuti in alto mare durante le scorse missioni umanitarie.

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