Energia, von der Leyen avverte l’Europa sui costi della crisi

Energia, von der Leyen avverte l'Europa sui costi della crisi

Il piano di Bruxelles per la città di Strasburgo e il futuro

Energia – La stabilità del vecchio continente è messa a durissima prova dalle turbolenze geopolitiche in Iran e nell’area del Golfo Persico. Intervenendo stamane a Strasburgo, la presidente Ursula von der Leyen ha tracciato un bilancio drammatico: appena dieci giorni di ostilità sono gravati sulle tasche dei contribuenti europei per una cifra vicina ai 3 miliardi di euro. Questa emorragia finanziaria è la diretta conseguenza dell’impennata dei prezzi delle materie prime fossili, con il gas che ha subito un rincaro del 50% e il greggio salito del 27%.

L’analisi economica del conflitto mediorientale

La dipendenza dalle importazioni estere si conferma il vero tallone d’Achille del sistema Ue. Nonostante gli sforzi profusi negli ultimi anni per diversificare i fornitori, l’Europa rimane estremamente sensibile agli shock esterni. La strategia di Bruxelles mira ora a blindare la sicurezza energetica accelerando la transizione, evitando di ricadere in errori strategici del passato, come la sottomissione alle forniture russe.

La transizione verso rinnovabili e nucleare

Per contrastare la volatilità dei mercati, l’esecutivo europeo punta con decisione su fonti rinnovabili e nucleare. Queste tecnologie hanno dimostrato una resilienza unica, mantenendo costi di produzione stabili anche durante le fasi più acute della crisi. Nel corso del 2023, l’Unione ha segnato un primato storico installando oltre 80 gigawatt di nuova capacità green. Tuttavia, emerge un paradosso infrastrutturale: una mole ingente di energia pulita non riesce a essere immessa nel sistema a causa di reti obsolete.

Il potenziamento delle infrastrutture di trasmissione diventa quindi una priorità assoluta. Senza investimenti massicci in reti intelligenti, il rischio è quello di sprecare il potenziale generato dai parchi eolici e fotovoltaici. La Commissione preme affinché gli Stati membri migliorino l’efficienza della distribuzione per abbattere gli oneri che pesano sulle bollette di famiglie e imprese.

Interventi strutturali e riforma del mercato

Il costo finale dell’elettricità è composto per oltre la metà dalla materia prima, ma una quota rilevante è determinata da tasse e oneri di rete. Von der Leyen ha evidenziato come la fiscalità rimanga una prerogativa nazionale, creando forti disparità tra i vari Paesi membri. Mentre alcune capitali hanno azzerato i prelievi fiscali sulla corrente elettrica, altre mantengono aliquote superiori al 16%, frenando di fatto l’elettrificazione dei consumi.

Parallelamente, Bruxelles difende il sistema ETS di scambio delle emissioni. Sebbene sia spesso oggetto di critiche, questo meccanismo ha permesso di ridurre il consumo di gas di circa 100 miliardi di metri cubi. L’obiettivo futuro è una modernizzazione del sistema, da concordare con il Parlamento, per renderlo più flessibile senza rinunciare ai target climatici. La protezione dei cittadini passa anche attraverso nuovi strumenti contrattuali, come gli accordi di acquisto a lungo termine e possibili tetti temporanei ai prezzi del gas in caso di emergenza conclamata.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*