Accordo Iran-Usa Donald Trump frena sulle trattative di pace

Il presidente stoppa i colloqui con Teheran a Washington ora

La diplomazia internazionale registra una brusca battuta d’arresto nelle trattative tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran. Nonostante i segnali positivi emersi durante lo scorso fine settimana, il presidente americano Donald Trump ha deciso di rallentare i tempi per la firma di un’intesa bilaterale, sottolineando che non vi è alcuna fretta di chiudere il dossier. La Casa Bianca intende ridefinire i dettagli sensibili legati al dossier dell’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran, congelando di fatto i proclami di un accordo imminente. Di conseguenza, il blocco navale statunitense rimarrà pienamente operativo fino alla sigla definitiva del trattato.

Il rinvio della Casa Bianca
Il quadro delle trattative, che sembrava ormai giunto a una svolta decisiva, si complica a causa della volontà di Washington di ottenere garanzie totali. Donald Trump ha formalmente istruito i propri negoziatori affinché non accelerino le operazioni, dichiarando che il tempo gioca a favore degli Stati Uniti. Il governo americano pretende la certezza assoluta che le autorità iraniane non sviluppino ordigni atomici, puntando a ottenere il controllo dei 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60% attualmente detenuti dalla repubblica sciita. Questa posizione ha ricevuto l’immediato sostegno del premier israeliano Benjamin Netanyahu, il quale ha ribadito la necessità di smantellare interamente le infrastrutture nucleari di Teheran.

Il nodo delle riserve di uranio
Dall’altra parte, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha confermato la natura pacifica del programma energetico nazionale, escludendo scopi bellici. Tuttavia, le indiscrezioni sui dettagli tecnici del compromesso rimangono l’ostacolo principale. I piani ipotizzati dai mediatori prevedono il trasferimento all’estero del materiale fissile o una limitazione decennale dell’arricchimento entro la soglia del 3,6%. Tali opzioni sono state però definite prive di fondamento dalle agenzie di stampa vicine al governo iraniano, che denunciano l’ostruzionismo americano sul decongelamento dei fondi finanziari bloccati dalle sanzioni internazionali.

Le prospettive del dialogo politico
L’amministrazione statunitense riconosce la complessità strutturale dell’apparato decisionale iraniano, guidato formalmente da Mojtaba Khamenei, che avrebbe comunque approvato le linee generali della bozza di intesa. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha mantenuto una linea di prudente ottimismo, chiarendo che un trattato di tale portata strategica richiede clausole estremamente precise e non modificabili. Le condizioni imprescindibili per Washington restano la riapertura immediata e sicura dello Stretto di Hormuz al commercio marittimo globale e la successiva ratifica di rigidi protocolli di verifica internazionale sugli impianti nucleari.

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