Garante pubblicità assolve Iliad con spot Megan Gale

Garante pubblicità assolve Iliad con spot Megan Gale

Il Giurì respinge i ricorsi di Fastweb sulla campagna

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha concluso il procedimento relativo alla campagna pubblicitaria di Iliad con una sentenza favorevole all’operatore di telecomunicazioni.

La decisione dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria

Il Giurì dell’ente di autoregolamentazione ha dichiarato che le comunicazioni commerciali oggetto della contestazione risultano pienamente conformi ai principi deontologici stabiliti dal Codice di Autodisciplina della comunicazione commerciale. La decisione chiude una controversia che aveva animato il settore delle telecomunicazioni italiane negli ultimi mesi.

Lo scontro con Fastweb e il motivo del ricorso

Fastweb, società controllata dal gruppo europeo delle comunicazioni e dal 2021 attiva anche nel consolidamento del mercato italiano attraverso l’acquisizione di Vodafone Italia, aveva presentato un ricorso formale contro la nuova strategia commerciale di Iliad. Il gruppo aveva contestato l’utilizzo di Megan Gale come volto della campagna pubblicitaria, sottolineando che l’attrice e modella era stata il volto storico delle comunicazioni di marketing di Omnitel e successivamente di Vodafone per un periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Secondo Fastweb, questo impiego rappresenterebbe un appropriazione indebita dell’immagine e della notorietà costruita nel corso degli anni dai brand precedenti, creando confusione nei consumatori e sfruttando illegittimamente il valore associativo già consolidato.

Gli argomenti della contestazione legale

La società aveva fondato il proprio ricorso su due pilastri normativi specifici. Da un lato, aveva denunciato una violazione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, ritenendo che la scelta di affidare la campagna a una personalità precedentemente legata a competitor rappresentasse una pratica scorretta. Dall’altro, aveva invocato disposizioni del codice civile italiano, argomentando che l’utilizzo dell’immagine di Megan Gale da parte di Iliad costituirebbe un uso improprio di un asset reputazionale costruito in anni di collaborazione con altri operatori.

L’esame degli atti e la valutazione del Giurì

Dopo un’istruttoria approfondita durante la quale sono stati esaminati gli elementi documentali e ascoltate le posizioni delle parti in causa, il Giurì ha proceduto alla valutazione della compatibilità delle comunicazioni pubblicitarie con i parametri stabiliti dalle norme di settore. L’analisi ha riguardato tanto gli aspetti formali della campagna quanto il contesto commerciale e reputazionale in cui essa si inserisce. La conclusione raggiunta dall’organismo di autoregolamentazione è stata univoca e favorevole all’operatore fondato da Xavier Niel.

Il verdetto definitivo

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha comunicato formalmente che le comunicazioni commerciali esaminate non presentano contrasto con il Codice di Autodisciplina. Questa pronuncia rappresenta una legittimazione completa delle scelte strategiche di Iliad relative alla campagna pubblicitaria contestata. La decisione implica che l’utilizzo di Megan Gale come testimonial non configura, secondo i criteri di valutazione del Giurì, una violazione dei principi di lealtà, correttezza e trasparenza che governano la comunicazione commerciale italiana. Il verdetto mette fine alla disputa e consente a Iliad di proseguire con la propria strategia di branding e di mercato secondo la linea già intrapresa.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*