A Caltanissetta sequestrati beni per un milione di euro a un pluripregiudicato vicino a Cosa nostra
La Polizia di Stato di Caltanissetta ha eseguito un importante sequestro antimafia del valore complessivo di circa un milione di euro nei confronti di un pluripregiudicato ritenuto vicino a esponenti di Cosa nostra nissena. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore.
Colpiti beni immobili, società e attività commerciali
Il sequestro ha riguardato tutti i beni intestati all’uomo e quelli a lui riconducibili ma fittiziamente intestati a terzi, tra cui familiari. Le indagini patrimoniali della Divisione Polizia Anticrimine, condotte anche attraverso l’utilizzo delle più avanzate banche dati in uso alle Forze dell’Ordine, hanno permesso di ricostruire un patrimonio accumulato nel tempo grazie – secondo gli investigatori – ai proventi di attività illecite, in particolare lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento ha interessato:
- 4 immobili a uso abitativo e commerciale (2 a Caltanissetta e 2 nelle Marche)
- 1 società attiva nel commercio e noleggio auto e nella vendita online di bevande
- 1 impresa individuale di tabacchi con ricevitoria del lotto
- 2 attività di bar
- 10 rapporti finanziari presso istituti bancari e postali
Il valore complessivo stimato è di circa un milione di euro.
Accertata una forte sproporzione tra redditi e patrimonio
Gli accertamenti hanno evidenziato una sproporzione significativa tra i redditi dichiarati e il tenore di vita dell’uomo e dei suoi conviventi. Le entrate ufficiali non sarebbero state sufficienti a giustificare gli investimenti e le spese sostenute negli anni.
Secondo gli investigatori – ferma restando la presunzione di innocenza – gli ingenti flussi di denaro transitati sui conti dell’uomo e di alcuni suoi familiari sarebbero riconducibili a arricchimento illecito, con successivo reimpiego dei capitali in beni immobili e attività commerciali intestati a prestanome, allo scopo di eludere i controlli patrimoniali.
Un passato segnato da numerosi procedimenti penali
Il destinatario del provvedimento è stato più volte coinvolto in procedimenti penali per reati contro il patrimonio, tra cui:
- spaccio di stupefacenti
- danneggiamenti
- estorsioni, anche aggravate dall’agevolazione mafiosa
Molti di questi procedimenti si sono conclusi con sentenze di condanna.

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