Alzheimer, anziano ritrovato grazie a intervento rapido dei Carabinieri

Operazione decisiva nel Canavese, l’uomo fermato vicino a Pont-Saint-Martin

Un intervento rapido e coordinato dei Carabinieri di Ivrea ha permesso di riportare a casa un ottantaquattrenne affetto da Alzheimer, allontanatosi improvvisamente con l’auto di famiglia. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi nel Canavese, ha coinvolto decine di militari impegnati in una ricerca serrata, avviata dopo la richiesta d’aiuto della moglie dell’uomo.

La fuga improvvisa e l’allarme della moglie

La donna, sconvolta e temendo il peggio, ha contattato la Centrale Operativa dopo essersi accorta che il marito, approfittando di un attimo di distrazione, aveva preso le chiavi dell’auto ed era partito senza alcuna consapevolezza del rischio. Nel riferire targa e modello della vettura, ha confessato ai militari il suo timore più grande: che l’anziano potesse dirigersi verso Torino, convinto di voler “raggiungere mamma e papà”, scomparsi da molti anni ma ancora presenti nella sua memoria fragile.

I Carabinieri hanno immediatamente attivato il protocollo di ricerca, sfruttando anche il segnale GPS installato sulla vettura dalla compagnia assicurativa. Le pattuglie, distribuite lungo le principali direttrici stradali, hanno seguito ogni possibile spostamento, mentre la moglie, sopraffatta dall’ansia, si è recata in caserma in attesa di notizie, accolta e sostenuta dai militari presenti.

La localizzazione dell’auto e l’intercettazione

Dopo circa quaranta minuti di monitoraggio continuo, il segnale ha indicato che l’auto stava procedendo verso la Valle d’Aosta. Le pattuglie hanno quindi ristretto il raggio d’azione fino a individuare la vettura all’altezza di Pont-Saint-Martin, dove l’anziano è stato finalmente fermato in sicurezza.

I militari lo hanno trovato confuso ma in buone condizioni, seduto al volante e ignaro della mobilitazione in corso. L’intervento, gestito con estrema cautela per evitare ulteriori disorientamenti, si è concluso con il rientro dell’uomo a casa, accompagnato dai Carabinieri e affidato alla famiglia.

Un epilogo rassicurante dopo momenti di forte apprensione

La vicenda, pur nella sua delicatezza, si è chiusa con un esito positivo grazie alla tempestività dell’azione e alla collaborazione tra pattuglie, centrale operativa e familiari. Un episodio che mette in luce l’importanza del monitoraggio costante nelle situazioni legate a patologie degenerative e la necessità di un supporto immediato quando la vulnerabilità prende il sopravvento.

La famiglia ha potuto riabbracciare l’anziano, mentre i Carabinieri hanno ribadito l’impegno quotidiano nel garantire sicurezza e assistenza nelle emergenze che coinvolgono persone fragili, spesso esposte a rischi elevati quando si allontanano senza controllo.

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