Putin insiste sul Donbass, Trump allenta sanzioni a Mosca

Putin insiste sul Donbass, Trump allenta sanzioni a Mosca
credits: La Stampa

Macron avverte: rischio tradimento di Kiev dagli Usa

La crisi ucraina si intensifica con nuove dichiarazioni e mosse diplomatiche che alimentano tensioni internazionali. Vladimir Putin ha ribadito che la Russia non intende arretrare sul Donbass, minacciando di conquistare militarmente l’intera regione se Kiev non accetterà di cedere i territori ancora sotto controllo ucraino. In due interviste rilasciate ieri, il leader del Cremlino ha alternato toni concilianti e minacce: da un lato ha lodato gli sforzi di Donald Trump, definendoli “sinceri”, dall’altro ha avvertito che le forze armate russe sono pronte a usare la forza per “liberare” i territori contesi.

Durante la visita – come scrive Marta Ottaviani su La Nazione –  a New Delhi, Putin ha accusato l’Europa di aver “scatenato” il conflitto, utilizzando l’Ucraina come strumento. Ha sottolineato che i colloqui restano l’unica via per una soluzione, ma ha giudicato “prematuro” parlare di compromessi.

Sul fronte americano, la diplomazia continua a muoversi. L’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato in Florida il capo della delegazione ucraina Rustem Umerov, dopo aver annullato un meeting con Volodymyr Zelensky. Parallelamente, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha sospeso alcune sanzioni contro Lukoil, consentendo alle stazioni di servizio fuori dalla Russia di operare, purché i ricavi non vengano trasferiti a Mosca.

La decisione ha suscitato critiche: Emmanuel Macron ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero “tradire l’Ucraina” senza garanzie di sicurezza chiare.

Intanto, sul terreno, la guerra non si ferma. Nella notte tra mercoledì e giovedì, nuovi raid hanno colpito Odessa, lasciando 50mila persone senza elettricità e causando 2 vittime e diversi feriti. A Kherson è stata distrutta una centrale termoelettrica, mentre a Pokrovski le forze ucraine resistono ancora nella parte settentrionale.

Sul piano internazionale, torna alla ribalta anche il caso Salisbury: una commissione britannica ha stabilito che Putin è “moralmente responsabile” per la morte di Dawn Sturgess, unica vittima dell’attacco con agente nervino Novichok del 2018, che aveva preso di mira l’ex agente russo Sergei Skripal.

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