Manovra, Camera approva in via definitiva la legge di Bilancio

Manovra, Camera approva in via definitiva la legge di Bilancio

Schlein attacca: “Aiuta i più ricchi, lo dice anche l’Istat”

Con 216 voti a favore, 126 contrari e 3 astenuti la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la legge di Bilancio 2026, chiudendo un iter parlamentare segnato da tensioni politiche e correzioni in corsa sulle coperture e sulle priorità di spesa. L’ammontare complessivo della manovra sale a circa 22 miliardi rispetto ai 18,7 iniziali, con il governo che rivendica il rispetto dei saldi e la volontà di preservare la credibilità dei conti pubblici agli occhi dei mercati.

Nel voto finale si è confermato il fronte compatto della maggioranza di centrodestra, mentre le opposizioni hanno respinto il provvedimento definendolo socialmente ingiusto e incapace di rispondere all’aumento del costo della vita e al peggioramento dei servizi essenziali, in particolare sanità e istruzione. In Aula, il via libera arriva dopo la maratona notturna sugli ordini del giorno e dopo la fiducia incassata dall’esecutivo, che ha blindato il testo uscito dal Senato senza ulteriori modifiche.

Tra le voci principali spicca il taglio delle tasse sul ceto medio attraverso la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro, misura indicata dal governo come cardine del pacchetto fiscale e come secondo step del percorso di riforma avviato l’anno precedente. L’esecutivo sottolinea anche gli interventi su lavoro e imprese, con la proroga di strumenti di decontribuzione e incentivi mirati a sostenere l’occupazione, la produttività e gli investimenti, pur in un quadro di finanza pubblica vincolato dalle regole europee.

Sul fronte delle entrate, il contributo complessivo richiesto a banche e assicurazioni supera i 12 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto alle prime bozze, attraverso un incremento della pressione fiscale settoriale e altre misure compensative destinate a garantire coperture stabili nel medio periodo. Viene inoltre innalzata al 12,5% l’aliquota sulle componenti della polizza rc auto relative ai rischi di infortunio del conducente e all’assistenza stradale per i contratti sottoscritti o rinnovati a partire dal 1 gennaio 2026, provvedimento che secondo l’esecutivo può generare un gettito aggiuntivo da destinare alle priorità di bilancio.

Il testo interviene anche su alcune grandi opere: vengono rifinanziati gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina, con una rimodulazione tecnica che rinvia parte delle risorse agli anni 2032 e 2033, mantenendo invariato il volume complessivo dei fondi autorizzati e allineandolo all’aggiornamento dell’iter amministrativo. Sul versante delle politiche abitative, le risorse destinate al Piano casa si fermano a 200 milioni nel biennio 2026-2027, cioè 100 milioni l’anno, un livello che le opposizioni giudicano insufficiente rispetto al fabbisogno sociale e all’emergenza degli affitti nelle grandi città.

Durissime le critiche della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, che in dichiarazione di voto definisce la legge di Bilancio “una manovra di austerità” e “sbagliata” perché non affronta le preoccupazioni quotidiane delle famiglie, dai salari ai servizi pubblici, fino all’accesso alle cure e all’istruzione. Schlein richiama le elaborazioni dell’Istat, secondo cui l’85% del beneficio derivante dalla riduzione delle aliquote fiscali si concentrerebbe sulle fasce di reddito più alte, sostenendo che il disegno complessivo finisce per favorire in misura maggiore i contribuenti più benestanti.

La leader dem mette a confronto gli effetti concreti sui redditi, sottolineando che chi guadagna intorno ai 30.000 euro lordi l’anno si ritroverebbe con appena 30 euro in più, mentre per una fascia di reddito fino a 199.000 euro il vantaggio stimato salirebbe a circa 440 euro annuali, squilibrio che per le opposizioni certifica un’impostazione regressiva della riforma fiscale. In parallelo, Schlein accusa il governo di tagliare sulla sanità pubblica, spiegando che le risorse aggiuntive non sarebbero sufficienti neppure a garantire i livelli di servizio dell’anno precedente, aggravando le liste d’attesa e spingendo un numero crescente di cittadini verso il privato.

Nel mirino finiscono anche scuola, università e politiche sociali: l’esecutivo viene accusato di ridurre i fondi per l’istruzione statale mentre aprirebbe “autostrade” al settore privato, alimentando disparità territoriali e sociali nell’accesso a percorsi formativi di qualità. Schlein contesta inoltre il taglio di 100 milioni all’assegno di inclusione, sostenendo che la maggioranza continua a considerare la povertà come una colpa individuale e non come un problema strutturale, e denuncia la riduzione degli stanziamenti per i trasporti pubblici, con possibili ripercussioni sulle tariffe e sulla frequenza dei servizi.

Sul piano politico, il governo esibisce il risultato come prova di affidabilità e capacità di tenere la rotta in un contesto internazionale segnato da incertezze economiche, inflazione ancora non del tutto rientrata e nuove regole Ue sui conti. Le opposizioni, invece, promettono battaglia nei prossimi mesi sia sul terreno parlamentare sia in quello sociale, annunciando iniziative, mobilitazioni e proposte alternative per correggere quella che viene descritta come una legge di Bilancio sbilanciata sui redditi più alti, poco attenta ai servizi pubblici e debole sugli investimenti di lungo periodo.

(Lal/Adnkronos)​

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