Shutdown Usa, repubblicani alla Camera per evitare il blocco

Shutdown Usa, repubblicani alla Camera per evitare il blocco

Maggioranza a rischio a Washington su fondi per immigrazione

WASHINGTON, 3 febbraio 2026 – Il tempo stringe nei corridoi del potere americano. Lo Speaker della Camera, Mike Johnson, è impegnato in una frenetica corsa contro il cronometro per blindare i consensi necessari all’approvazione del provvedimento salva-bilancio. L’obiettivo è quello di porre fine al nuovo shutdown parziale che ha colpito le agenzie federali dallo scorso sabato. Tuttavia, la strada appare in salita: la proposta legislativa mira a sbloccare i finanziamenti per la quasi totalità dei settori governativi, lasciando però in sospeso la delicata questione della Sicurezza Interna. Per quest’ultima si prevede un rinnovo tecnico di sole due settimane, un lasso di tempo che dovrebbe servire a negoziare condizioni più rigide sull’utilizzo dei 10 miliardi di dollari destinati all’Ice, l’agenzia per l’immigrazione tanto cara a Donald Trump.

La resistenza dei democratici e il muro di Jeffries

Nonostante il Senato abbia già dato il via libera a un compromesso di massima, la Camera dei Rappresentanti si conferma il vero terreno di scontro. Il leader della minoranza dem, Hakeem Jeffries, ha alzato le barricate, chiarendo ufficialmente che il suo gruppo non offrirà alcuna sponda ai repubblicani. La condizione posta dai democratici è netta: non verrà concesso il via libera al pacchetto fiscale complessivo finché non verranno inseriti paletti stringenti sulle politiche migratorie. La tensione è altissima, poiché l’opposizione pretende riforme che garantiscano la tutela delle comunità locali prima di erogare ulteriori fondi alle agenzie di controllo delle frontiere come il Cbp e la stessa polizia anti-immigrati.

Il test procedurale e le insidie della destra interna

Per Mike Johnson, la sfida non è solo esterna ma anche, e soprattutto, interna al suo stesso partito. Con una maggioranza che poggia su un margine risicatissimo di appena cinque voti, ogni singola defezione può trasformarsi in un disastro politico. Il primo scoglio è rappresentato dal voto in commissione previsto per oggi, dove pesano le posizioni degli ultraconservatori dell’House Freedom Caucus. Questi deputati, storicamente ostili a ogni forma di spesa pubblica ritenuta eccessiva, vedono con sospetto l’accordo. In questo clima di incertezza, spiccano posizioni come quella di Anna Paulina Luna, rappresentante della Florida, la quale ha già annunciato il suo voto contrario se non verrà inserito l’obbligo di dimostrare la cittadinanza statunitense per poter votare.

Un equilibrio precario per evitare la paralisi

Il rischio di un prolungamento dello shutdown rimane concreto. Senza l’appoggio dei democratici, Johnson può permettersi di perdere al massimo due voti all’interno della sua coalizione. È un equilibrio sottilissimo che mette a nudo la fragilità della leadership repubblicana attuale. Nel frattempo, i democratici della commissione Sicurezza Interna continuano a fare pressione sui propri colleghi affinché restino compatti nel negare il supporto, trasformando la legge di spesa in un potente strumento di pressione politica sulle politiche di accoglienza e gestione dei confini. Le prossime ore saranno decisive per capire se Washington riuscirà a evitare una paralisi amministrativa di lungo periodo o se il braccio di ferro porterà a una crisi istituzionale ancora più profonda.

(Red-Est/Adnkronos)

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