Leone XIV indica Roma e Europa come attori decisivi
A bordo dell’aereo papale, al termine del viaggio in Turchia e Libano, Leone XIV ha ribadito la centralità dell’Italia e dell’Europa nei negoziati di pace. In un contesto segnato da tensioni tra Nato e Russia e dal rischio di guerra ibrida, il Pontefice ha sottolineato come la tradizione diplomatica italiana possa offrire strumenti di mediazione capaci di coinvolgere tutte le parti, inclusi Stati Uniti e Ucraina.
Il Papa ha spiegato ai giornalisti che – come scrive Franca Giansoldati su Il Messaggero – la Santa Sede non appartiene alla Nato, ma da tempo chiede cessate il fuoco e dialogo. Ha rimarcato che l’inverno in Ucraina aggrava la crisi energetica e umanitaria, e che l’Europa non può essere esclusa dai piani di Washington. In particolare, ha indicato l’Italia come interlocutore naturale, forte di una storia di mediazioni culturali e politiche.
Durante il viaggio, Leone XIV ha incontrato rappresentanti di Hezbollah e altre realtà mediorientali, proponendo il disarmo e il confronto pacifico. Ha dichiarato di voler continuare a dialogare con Israele e Stati Uniti, convinto che una pace sostenibile sia possibile.
Sul Venezuela, il Pontefice ha riferito di contatti con la Conferenza Episcopale e il nunzio apostolico per calmare la situazione, denunciando che a soffrire è soprattutto il popolo. Ha invitato a privilegiare il dialogo rispetto a ipotesi di intervento militare.
Guardando al futuro, Leone XIV ha annunciato l’intenzione di viaggiare in Africa, con tappa in Algeria per visitare i luoghi di Sant’Agostino e rafforzare il dialogo con l’Islam. Ha espresso anche il desiderio di recarsi in America Latina, in particolare Argentina, Uruguay e Perù.
Il Pontefice ha concluso con una riflessione personale: diventare Papa significa affidarsi totalmente a Dio, ricordando che la sua missione è costruire ponti tra popoli e religioni.

Commenta per primo