Crescita Pil e occupazione: Italia supera Francia e Germania

Crescita Pil e occupazione: Italia supera Francia e Germania
credits: Linkiesta

Rating in ascesa, spread in calo e Istat conferma: consumi +1,40% nei primi 9 mesi 2025

Le agenzie di rating premiano l’Italia con upgrade consecutivi, mentre lo spread si contrae e i dati Istat smentiscono narrazioni di stagnazione. Nei primi nove mesi del 2025, consumi privati e investimenti sono saliti dell’1,40% in termini reali, segnale di una domanda interna solida che supera i vicini europei. In Germania l’incremento è stato solo dello 0,44%, in Francia addirittura negativo a -0,03%.​

La revisione Istat sul terzo trimestre 2025 ha elevato -come scrive Andrea Bassi su Il Messaggero – la crescita congiunturale del Pil a +0,1% rispetto al trimestre precedente, allontanando rischi di recessione tecnica. I dati grezzi non destagionalizzati indicano una crescita tendenziale dello 0,62% sul terzo trimestre 2024, contro lo 0,51% francese e lo 0,31% tedesco. I consumi familiari sono aumentati dell’1,03%, gli investimenti fissi lordi del 5,32%, spinti da edilizia non residenziale e opere pubbliche del Pnrr (+10,8%) e macchinari (+8,2%).​

Post-Covid, dal quarto trimestre 2019 al terzo 2025, il Pil reale destagionalizzato italiano segna +6,6%, davanti a Francia (+5,7%), Regno Unito (+5,3%) e Giappone (+3,7%) secondo Ocse. L’Italia esce anticipatamente dalla procedura d’infrazione Ue, con conti pubblici in ordine e riconoscimenti da Bruxelles. Il declino demografico penalizza, ma la crescita pro capite resta competitiva: nei primi nove mesi 2025 su 2019, +6,2% Italia contro +9,8% Spagna (che cala a +4,9% senza demografia), +4,8% Francia e +0,1% Germania.​

Sul fronte lavoro, record assoluto: 24,2 milioni occupati (+224.000 su ottobre 2024), 16,5 milioni a tempo indeterminato (95% nuovi posti fissi). Tasso disoccupazione al 6% minimo storico, occupazione al 62,7%. Pnrr contribuisce con ottava rata da 12,5 miliardi (totale 153 miliardi incassati, primato Ue), stimolando 800.000 posti netti stimati fino 2029, specie costruzioni. Pa abbassa età media a 47 anni da 52, con 439.000 ingressi biennali medi 39 anni.​

La Spagna, lodata per turismo e immigrazione, nasconde squilibri: crescita gonfiata da popolazione e spesa pubblica. Italia consolida stabilità finanziaria, riduce cuneo fiscale, Irpef e fiscal drag per redditi bassi, sostenendo contributi previdenziali e fisco. Dinamismo pubblico e privato, con over 50 prevalenti per pensioni Fornero e crisi demografica, forma circolo virtuoso.

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