Incendio Crans-Montana, madre incontra Moretti durante l’udienza

A Sion terzo interrogatorio per il proprietario de Le Constellation

Momenti di forte intensità emotiva all’udienza di Sion sul rogo di Capodanno a Crans-Montana. La madre di due ragazze rimaste ferite nell’incendio ha chiesto e ottenuto un incontro privato con Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation. Il colloquio si è svolto in una stanza laterale dell’aula, durante una pausa dell’udienza.

L’avvocato della donna ha spiegato che si è trattato di un momento “raro dal punto di vista umano”, utile a favorire un percorso di comprensione e resilienza. Nessun dettaglio è stato reso pubblico, nel rispetto della volontà delle parti.

Terzo interrogatorio per il proprietario del locale

Moretti è tornato davanti ai magistrati per il terzo interrogatorio, il secondo in qualità di imputato. Aveva già risposto alle domande del gruppo di procuratori il 9 e il 20 gennaio, fornendo la propria versione dei fatti. Oggi si trova di fronte a decine di avvocati delle vittime, ai quali il pubblico ministero ha concesso tutto il tempo necessario per porre domande e approfondire ogni aspetto.

L’interrogatorio, previsto per l’intera giornata, servirà anche a confrontare le sue dichiarazioni con quelle rese nei giorni scorsi dall’attuale e dall’ex responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana.

Roma sequestra i cellulari delle vittime e dei feriti italiani

Parallelamente, la Procura di Roma ha disposto il sequestro probatorio dei telefoni dei giovani italiani morti o rimasti feriti nel rogo. Il provvedimento rientra nel fascicolo aperto a piazzale Clodio per:

  • disastro colposo
  • omicidio plurimo colposo
  • incendio
  • lesioni gravissime aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche

L’obiettivo è verificare la presenza di immagini, video o messaggi utili a ricostruire la dinamica dell’incendio e le eventuali responsabilità.

Collaborazione tra magistrature italiana e svizzera

I magistrati romani – il procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio – incontreranno giovedì prossimo i colleghi del Vallese per fare il punto sulle indagini. Saranno inoltre acquisite le testimonianze dei giovani italiani sopravvissuti e le cartelle cliniche dei feriti.

Un’inchiesta complessa che coinvolge due Paesi

Il procedimento prosegue su un doppio binario, italiano e svizzero, con l’obiettivo di chiarire ogni passaggio della notte in cui hanno perso la vita 41 giovani. La giornata di Sion segna un nuovo capitolo di un’indagine che resta delicata, articolata e profondamente segnata dal dolore delle famiglie coinvolte.

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