Corona in Procura, sfida l’accusa di revenge porn a Milano

Corona in Procura, sfida l’accusa di revenge porn a Milano

Signorini denuncia, Corona rilancia: parla di “me too” tv

Fabrizio Corona si è presentato al Palazzo di Giustizia di Milano, con mezz’ora di ritardo rispetto all’orario fissato, per l’interrogatorio richiesto personalmente nell’inchiesta che lo riguarda per l’ipotesi di revenge porn, avviata dopo la querela depositata dal conduttore e direttore di magazine Alfonso Signorini. Arrivando al quarto piano, davanti a telecamere, fotografi e cronisti, Corona ha promesso di riferire “a ruota” su quanto dirà ai magistrati, annunciando anche una conferenza stampa per raccontare nei dettagli la propria versione dei fatti.

L’indagine milanese ruota attorno ai contenuti diffusi da Corona attraverso il format online “Falsissimo”, nei quali l’ex agente fotografico ha accusato Signorini di aver gestito un presunto sistema di favori sessuali, che sarebbero stati richiesti – secondo il suo racconto – ad aspiranti concorrenti o partecipanti del Grande Fratello per avere spazio o visibilità all’interno del programma. Proprio tali accuse hanno spinto Signorini a rivolgersi alla Procura, denunciando la diffusione di materiale sessualmente esplicito e di conversazioni private riconducibili a suoi rapporti con un ex concorrente del reality.

Nel corso delle perquisizioni eseguite sabato dagli investigatori della Polizia e della Polizia postale, coordinate dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Alessandro Gobbis, sono stati sequestrati i dispositivi elettronici in uso a Corona, tra cui il telefono cellulare e un tablet, oltre al filmato integrale della puntata contestata di “Falsissimo”. Gli inquirenti hanno acquisito copie forensi dei supporti e recuperato foto, video e chat che potrebbero rientrare nella categoria di “immagini o video sessualmente espliciti” la cui diffusione è alla base dell’ipotesi di reato formulata nella denuncia di Signorini.

Corona, assistito nell’interrogatorio dall’avvocata Cristina Morrone e dal suo storico legale Ivano Chiesa, insiste però nel presentare la vicenda come l’occasione per portare alla luce ciò che definisce un “me too italiano”, sostenendo di aver ricevuto numerose segnalazioni di ragazzi che avrebbero subito approcci inappropriati o pressioni nell’ambiente televisivo. In alcuni contenuti social diffusi nelle ultime ore, l’ex fotografo ha rilanciato le accuse, parlando di oltre cinquanta segnalazioni e lasciando intendere che il quadro potrebbe allargarsi ben oltre il singolo fascicolo già aperto a suo carico in Procura.

Nella seconda puntata del suo format, rititolata “Il prezzo del successo” dopo il sequestro del primo girato, Corona ha ospitato Antonio Medugno, modello, tiktoker ed ex concorrente del Grande Fratello Vip 2021-2022, che nel corso del programma ha raccontato presunti abusi che avrebbe subito da parte del conduttore televisivo. In uno dei contenuti diffusi sui social, legati a questa puntata, compare la frase secondo cui Medugno avrebbe denunciato Signorini per tentata estorsione e violenza sessuale, ma in Procura, allo stato, non risultano altri esposti formalizzati oltre a quello presentato da Signorini contro Corona.

Gli inquirenti si concentrano per ora sulla condotta attribuita all’ex paparazzo, che avrebbe mostrato in video immagini e chat private tra Signorini e Medugno, valutate come potenzialmente idonee a integrare la fattispecie di revenge porn prevista dalla normativa italiana. Il materiale sequestrato verrà analizzato per accertare se siano stati diffusi contenuti sessualmente espliciti senza il consenso delle persone coinvolte e per verificare l’eventuale esistenza di un contesto più ampio di pressioni o richieste illecite all’interno del mondo dei reality.

Se dovessero pervenire nuove denunce su presunti abusi, ricatti o altre ipotesi di reato, la Procura sarà chiamata a valutare l’apertura di ulteriori filoni d’indagine, che potrebbero affiancarsi all’attuale procedimento per revenge porn. Nelle dichiarazioni pubbliche delle ultime ore, Corona ha ribadito di voler “capovolgere” la prospettiva dell’inchiesta, sostenendo che, dopo la messa in onda della nuova puntata, diventerà più evidente chi sia davvero al centro delle responsabilità penali e morali che lui intende denunciare

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