Cresce la tensione in Medio Oriente per l’attacco in Libano
Hormuz torna a essere l’epicentro di una crisi internazionale senza precedenti dopo la decisione del comando militare Khatam Al-Anbiya di interdire il passaggio marittimo. La mossa di Teheran giunge come risposta diretta all’assedio navale imposto dagli Stati Uniti, stabilendo che la navigazione sarà permessa esclusivamente dietro autorizzazione della Marina dei Guardiani della Rivoluzione. Secondo le nuove disposizioni, le imbarcazioni commerciali dovranno seguire rotte obbligate e corrispondere pedaggi specifici per transitare in quello che è considerato il corridoio energetico più sensibile del pianeta. Questa decisione ha innescato un’immediata reazione dei mercati, mentre il governo iraniano ha smentito categoricamente l’imminenza di nuovi colloqui diplomatici, contraddicendo apertamente le versioni diffuse dalla Casa Bianca circa un possibile disgelo nelle prossime ore.
Donald Trump ha risposto con fermezza dall’Air Force One, ribadendo che il blocco statunitense avviato lunedì scorso non verrà revocato in assenza di concessioni sostanziali. Il tycoon ha usato toni estremamente duri, avvertendo che il fragile equilibrio attuale potrebbe collassare entro mercoledì se non si giungerà a un accordo definitivo sul programma atomico. La questione dell’uranio arricchito resta il punto di maggiore frizione: Washington ha chiarito l’intenzione di requisire le scorte iraniane con ogni mezzo necessario, ipotizzando scenari di intervento ostile in caso di fallimento della via diplomatica. Nonostante le reciproche minacce e l’accusa di ricatto rivolta a Teheran per la chiusura dello stretto, il Presidente americano ha paradossalmente definito i contatti in corso come positivi, segnando una frattura comunicativa tra le due potenze.
La situazione si è ulteriormente aggravata in Libano, dove un attacco contro una pattuglia di caschi blu francesi ha provocato la morte di un militare e il ferimento di altri tre agenti. Il Presidente Emmanuel Macron ha puntato il dito contro le milizie di Hezbollah, alzando il livello di allerta per le truppe internazionali presenti sul territorio. Contemporaneamente, Mojtaba Khamenei ha rilasciato dichiarazioni bellicose per conto della Guida Suprema, assicurando che la flotta iraniana è pronta a infliggere pesanti sconfitte a chiunque cerchi di violare la sovranità nazionale.
Questo intreccio di escalation militare e stallo diplomatico pone l’intera regione in una condizione di estrema incertezza, con la comunità internazionale che osserva con timore il possibile scoppio di un conflitto su vasta scala tra le forze occidentali e l’asse sciita.
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(Crc/Adnkronos)

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