Insegnante di Mestre sotto accusa per un gesto inqualificabile
Mestre, 18 -04 – 2026 – Scuola e famiglie sono in stato di agitazione a seguito di un evento avvenuto in una classe di terza media dell’istituto Bellini a Mestre. Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore di sabato 18 aprile 2026, una docente supplente di italiano avrebbe compiuto un atto gravissimo ai danni di due giovani alunne. Tutto sarebbe scaturito da una semplice richiesta di chiarimento riguardante la lunghezza di un compito assegnato per casa. Alla domanda delle studentesse, l’insegnante avrebbe reagito estraendo improvvisamente un paio di forbici e tagliando una ciocca di capelli lunga circa dieci centimetri a entrambe le ragazze. Il gesto, avvenuto davanti agli occhi increduli e terrorizzati dell’intera classe, ha generato un clima di angoscia immediato tra i banchi, lasciando le vittime in uno stato di profondo turbamento emotivo.
Le giustificazioni fornite dall’insegnante alla dirigenza
In seguito alla denuncia immediata dei fatti, la professoressa è stata convocata dalla dirigente scolastica della statale Lazzaro Spallanzani, da cui la sezione staccata dipende. Durante il colloquio, la donna avrebbe ammesso la responsabilità dell’atto, pur tentando di fornire una spiegazione definita dai presenti come inverosimile. La supplente avrebbe infatti dichiarato di aver agito con l’intento di porsi sullo stesso piano comunicativo degli adolescenti, cercando un metodo non convenzionale per farsi comprendere meglio dal gruppo classe. Tuttavia, l’ammissione di aver “esagerato” non ha mitigato la gravità della situazione. La scuola ha avviato immediatamente le procedure previste dal protocollo, mentre l’intera comunità scolastica attende provvedimenti esemplari per un comportamento che viola ogni principio educativo e di rispetto della persona.
La reazione dei genitori e i rischi professionali
I familiari delle due studentesse coinvolte sono in aperta rivolta e hanno manifestato tutta la loro indignazione per quanto accaduto tra le mura scolastiche. La protesta dei genitori non si limita al solo sdegno verbale; è in corso una valutazione formale delle sanzioni disciplinari che potrebbero portare alla revoca immediata dell’incarico per la docente. Oltre alla perdita del posto di lavoro, l’insegnante rischia segnalazioni specifiche presso l’ufficio scolastico regionale e possibili ripercussioni di natura legale.
Nel frattempo, gli esperti di pedagogia e i rappresentanti d’istituto sottolineano come un simile episodio rappresenti un fallimento pedagogico senza precedenti, ribadendo la necessità di monitorare con maggiore attenzione l’idoneità psico-attitudinale del personale che opera a stretto contatto con i minori.
(Cma/Adnkronos)

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