Servizio militare, Crosetto apre il confronto nazionale

Servizio militare, Crosetto apre il confronto nazionale

Generali italiani analizzano rischi e prospettive future

Il dibattito sul servizio militare in Italia torna al centro dell’agenda politica dopo le dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, intenzionato a proporre un disegno di legge in Parlamento. La discussione si inserisce in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni in Medio Oriente, con riflessi diretti sulla percezione della sicurezza nazionale.

Il generale Giorgio Battisti, già comandante del contingente italiano in Afghanistan, sottolinea come i conflitti recenti abbiano evidenziato la necessità di disporre di un numero più ampio di soldati. Battisti richiama l’esempio di Israele, dove i riservisti vengono periodicamente richiamati e riaddestrati. In Italia, ricorda, le forze armate contano circa 165mila uomini e donne, esclusi i Carabinieri, un numero insufficiente in caso di crisi. Per formare un soldato operativo servono almeno 18 mesi di addestramento, un tempo che rende indispensabile pianificare con anticipo.

Il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, invita invece alla prudenza. Secondo lui, la ridotta vocazione dei giovani e la scarsa attrattiva del mestiere delle armi rendono complesso immaginare un sistema di arruolamento volontario a tempo determinato. Tricarico evidenzia inoltre la necessità di ricostruire infrastrutture e centri di formazione ormai dismessi, oltre a valutare incentivi mirati anche per cittadini extracomunitari.

Il generale Marco Bertolini, già comandante del Covi, ricorda che la leva obbligatoria fu sospesa all’inizio degli anni Duemila con il consenso trasversale dei partiti. Oggi, in un clima di crescente tensione internazionale, riaffiora l’idea di una leva volontaria con incentivi, utile a costituire una riserva nazionale. Bertolini mette in guardia dal rischio di ridurre la sovranità italiana a favore di un’ipotetica sovranità europea, sottolineando come le differenze tra i popoli del continente debbano essere considerate un valore e non un ostacolo.

Il confronto tra i vertici militari evidenzia posizioni diverse ma converge su un punto: la necessità di un’analisi seria e approfondita per garantire al Paese strumenti adeguati di difesa e sicurezza.

(Giz/Adnkronos)

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