Eversione: l’anarchico Sciacca finisce in cella a Catania
Catania, 23-03-2026 – L’attività di monitoraggio dei movimenti radicali ha portato a un importante risultato operativo nel territorio siciliano. Gli agenti della Polizia di Stato hanno rintracciato e condotto in carcere Giuseppe Sciacca, esponente di rilievo della galassia anarchica insurrezionalista. L’uomo, nato nel 1979, è stato colpito da un ordine di carcerazione siglato il 13 marzo scorso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Torino. Il provvedimento scaturisce da una sentenza definitiva che ha accorpato diverse condanne precedenti, stabilendo una pena complessiva di 4 anni e 5 mesi di reclusione, accompagnata da una sanzione di 17.000 euro. L’intervento della Digos ha posto fine a un periodo di spostamenti continui che l’uomo aveva intrapreso per evitare la cattura, come riferisce il comunicato dell’ Ufficio Stampa Polizia di Stato.
La strategia di fuga e il rintraccio nel centro storico
Per sfuggire all’esecuzione della pena, Sciacca aveva adottato una condotta di vita particolarmente elusiva. Negli ultimi mesi si era spostato frequentemente tra diverse località italiane ed estere, utilizzando domicili temporanei e mutevoli. Le ultime tracce investigative lo collocavano stabilmente nella capitale, ma l’analisi dei flussi informativi ha permesso agli inquirenti di ipotizzare un suo imminente ritorno nell’isola. Di conseguenza, sono stati predisposti servizi di osservazione discreti nei luoghi abitualmente frequentati dai suoi familiari. La costanza degli appostamenti ha dato i suoi frutti nella serata del 21 marzo 2026, quando il quarantasettenne è stato individuato e bloccato nel cuore del centro storico etneo. Dopo le procedure di rito, il personale della Questura ha provveduto al suo trasferimento immediato presso la locale struttura circondariale.
Il curriculum criminale e il legame con l’operazione Scintilla
Il profilo di Sciacca è noto da decenni agli uffici della Polizia di Prevenzione per la sua partecipazione a condotte violente e antigiuridiche. Già nel 2019 era stato coinvolto nella celebre inchiesta “Scintilla”, coordinata dalla Procura di Torino, che mirava a smantellare una cellula accusata di detenere e fabbricare materiali esplosivi. Quell’operazione portò allo sgombero dello storico centro sociale “Asilo” e fu seguita da aspre manifestazioni di protesta. Tuttavia, la sua militanza radicale affonda le radici in episodi ancora più remoti: nel 2004 fu accusato di un atto terroristico contro una caserma dei Carabinieri proprio a Catania, mentre nel 2008 fu segnalato per attacchi incendiari ai danni della Polizia Municipale di Parma e per scontri durante le proteste contro le installazioni militari in Trentino.
Proiezione internazionale e attività eversiva in Europa
La caratura del militante non si limitava ai confini nazionali, ma vantava collegamenti strutturati con i gruppi antagonisti europei. Tra il 2021 e il 2023, Sciacca è stato segnalato dalle autorità spagnole come attivista di spicco nel sodalizio anarchico locale di Barcellona. In quel periodo fu oggetto di indagini relative al ritrovamento di ordigni esplosivi in immobili occupati, subendo anche un arresto al valico di frontiera di La Junquera.
Rientrato in Italia, la sua attitudine alla sfida istituzionale non si è placata: nel 2023 è stato arrestato nuovamente per resistenza a pubblico ufficiale e, nonostante la sottoposizione ai domiciliari, ha accumulato diverse evasioni. L’odierno arresto rappresenta dunque la chiusura di un lungo capitolo di illegalità diffusa, confermando l’efficacia del coordinamento tra la Digos e la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione nel contrastare i rischi di destabilizzazione dell’ordine pubblico.

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