Indagini su 500 pratiche e otto misure cautelari
La Polizia di Stato di Bologna, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia, ha portato alla luce un articolato sistema fraudolento legato al Decreto Flussi. L’operazione ha condotto all’emissione di otto misure cautelari, tra detenzione in carcere, arresti domiciliari e obbligo di firma, nei confronti di persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’indagine, che ha coinvolto 25 soggetti, ha permesso di ricostruire un meccanismo basato su un finto CAF che presentava pratiche irregolari alle Pubbliche Amministrazioni. Attraverso documenti falsificati e dati inventati, la rete favoriva l’ingresso di cittadini stranieri in Italia dietro pagamento di somme ingenti.
Le tariffe richieste variavano da 3.000 a 10.000 euro, a seconda della provenienza dei richiedenti, principalmente da Pakistan, Bangladesh e Nord Africa. Sono state individuate circa 500 domande di nulla osta contraffatte, distribuite tra le province di Bologna, Foggia e Milano.
L’operazione ha evidenziato come il fenomeno fosse strutturato e radicato, con un’organizzazione capace di sfruttare le fragilità burocratiche e la necessità di molti migranti di cercare un futuro in Italia. La conferenza stampa prevista per le 11.30 del 27 novembre 2025 presso la Sala Riunioni della Questura di Bologna fornirà ulteriori dettagli sui risultati investigativi e sulle responsabilità accertate.
La vicenda sottolinea l’impegno delle istituzioni nel contrasto alle pratiche illegali che minano la credibilità dei processi di ingresso regolare e mette in luce la necessità di rafforzare i controlli per tutelare sia la legalità sia i cittadini stranieri che cercano un percorso trasparente.

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