Piazza Affari premia il concambio e la tenuta del gruppo senese
La Borsa ha parlato chiaro, e il verdetto è arrivato netto nella seduta odierna. Mentre Piazza Affari arrancava in territorio negativo, due titoli hanno sfidato la corrente con decisione: Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca. L’istituto senese ha guadagnato l’1,22%, mentre Piazzetta Cuccia ha fatto anche meglio, segnando un +2,13%. Un differenziale che racconta la fiducia degli investitori, concentrata in particolare sulla premiata ditta del concambio.
Il mercato ha digerito positivamente i termini dell’operazione, che vede un rapporto fissato a 2,450 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca in circolazione. Un livello che, secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, giustifica la conferma del giudizio “buy” (acquistare) sull’azione di Rocca Salimbeni, con un price target rivisto al rialzo a 9,2 euro, rispetto ai precedenti 8,9.
La sorpresa del mercato sul concambio
A stupire gli operatori non è stato solo il fatto in sé dell’offerta, ma la sua misura. Pietro Calì, Executive Partner di Copernico Sim, intervenuto ai microfoni di AdnKronos, ha definito il livello del concambio come una vera e propria sorpresa positiva. “2,45 è molto oltre le aspettative. Il mercato lo ha interpretato come un’offerta più generosa”, ha spiegato l’esperto, sottolineando come la cifra abbia di fatto spazzato via molte delle incertezze pregresse.
Secondo Calì, l’elemento cruciale è stato un altro: la rimozione del velo di incertezza sulla strategia futura di Mps. Fino a pochi giorni fa, il clima era diverso. La mancata inclusione di Luigi Lovaglio nella lista del consiglio di amministrazione aveva fatto temere il peggio. “Gli investitori avevano percepito un rischio di esecuzione più elevato in relazione all’attuazione del piano industriale”, ha aggiunto Calì. Il timore era che un cambio al vertice potesse rallentare o deviare il percorso già tracciato.
Un cda compatto sulla strategia
A fugare questi dubbi ci ha pensato il board dell’istituto senese, che si è presentato agli occhi del mercato con una compattezza inaspettata. Fonti interne, raccolte da AdnKronos, descrivono un clima sereno e una linea condivisa. Il consiglio si è stretto attorno alla prosecuzione del percorso strategico già avviato, mostrandosi “unito e compatto”. Una visione chiara che ha convinto gli investitori, premiando la continuità e la solidità del progetto industriale al di là dei singoli nomi.
Parallelamente, il lavoro sulla governance procede senza scossoni. Dai documenti relativi alla selezione dei vertici, emergono i dettagli di una scelta ponderata. I profili dei candidati – Corrado Passera, Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo – sono stati individuati per garantire competenze diversificate all’interno del futuro consiglio di amministrazione. Una terna pensata per rispondere ai paletti stringenti della Banca Centrale Europea.
I requisiti della BCE per il nuovo vertice
La Vigilanza bancaria europea ha dettato le linee guida, e Mps le ha seguite pedissequamente. I requisiti ritenuti centrali per il futuro amministratore delegato sono due: una chiara autonomia di giudizio e una rilevante esperienza bancaria. Caratteristiche che, stando a quanto emerge, i tre nomi in lizza soddisfano pienamente. La scelta di presentare più candidature risponde proprio all’esigenza di garantire un ventaglio di competenze adeguato alla complessità dell’istituto e alle sfide che lo attendono.
Resta invece un punto interrogativo sulla possibile candidatura di Luigi Lovaglio. Circola l’ipotesi che l’ex ceo possa essere presentato in una lista di azionisti, ma la strada è in salita. La scadenza temporale è ormai prossima: tutte le liste dovranno essere depositate a Siena entro 25 giorni prima dell’assemblea, fissando il termine ultimo al prossimo 21 marzo. Una data che gli azionisti dovranno tenere ben presente per eventuali contromosse.

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