Verità di Serena Brancale emoziona il ritorno a Sanremo 2026

Un brano intimo per la madre segna a Milano la svolta artistica

La verità diventa il centro del ritorno di Serena Brancale al Festival di Sanremo 2026, un rientro segnato da una maturità nuova e da un’urgenza narrativa che l’artista non aveva mai mostrato con tale intensità. Sul palco dell’Ariston porterà Qui con me, un brano che affonda le radici in un dolore privato trasformato in racconto pubblico: una lettera dedicata alla madre scomparsa sei anni fa, presentata con voce ferma e sguardo lucido durante l’incontro con la stampa a Milano.

Una scelta artistica essenziale e senza filtri

Brancale descrive questo ritorno come un passaggio necessario, un momento in cui la leggerezza degli esordi lascia spazio a una consapevolezza più profonda. Lontani gli anni di Galleggiare e la festa musicale dell’ultima partecipazione, oggi l’artista sceglie un approccio più nudo, dove la voce diventa l’unico centro scenico. La canzone, racconta, è il risultato di un lungo percorso emotivo: sei anni per trovare parole che non fossero solo memoria, ma anche cura.

Nessuna costruzione scenica, nessun artificio: la performance sarà ridotta all’essenziale, con Brancale immobile accanto all’asta del microfono, determinata a lasciare che sia il canto a sostenere il peso emotivo del brano. Una scelta che riflette la volontà di non nascondere la fragilità, ma di trasformarla in forza espressiva.

La presenza della famiglia come radice e sostegno

Accanto a lei, sul palco, ci sarà la sorella Nicole Brancale alla direzione dell’orchestra, un gesto che l’artista considera imprescindibile per un brano così personale. La madre, racconta, continua a vivere nei dettagli quotidiani: nei lineamenti, nei gesti, persino nel timbro della voce che negli anni ha iniziato ad assomigliare sempre più al suo.

Il legame con la musica nasce proprio da quel rapporto: le prove del coro barocco che seguiva da bambina, la dedizione materna, la sensazione di essere la figlia “di mezzo” ma anche la più legata a quel mondo artistico che oggi rappresenta la sua identità.

L’altra anima dell’artista e il futuro discografico

Pur scegliendo un registro intimo, Brancale non rinnega la sua anima più festosa, quella che ha dato vita a brani come Anima e Core e Serenata. Annuncia infatti il titolo del prossimo album, Il Diavolo e l’Acqua Santa, un progetto che racchiude entrambe le sue nature: la leggerezza e la profondità, la festa e la riflessione.

Anche la serata delle cover manterrà un filo con questo percorso, con possibili richiami ai suoi successi più noti, pur mantenendo come centro tematico la presenza evocata in Qui con me.

Tra critiche attese e un’emozione difficile da contenere

Brancale sa che un brano dedicato alla madre potrà attirare commenti maliziosi, ma non sembra preoccuparsene. La sua attenzione è rivolta esclusivamente al palco e alla responsabilità emotiva che comporta cantare un testo così personale.

Il momento più intenso della conferenza arriva quando parla della reazione del padre all’ascolto del brano: un’emozione che la sorprende e la commuove, rivelando la parte più vulnerabile di questo suo ritorno al Festival.

Un ritorno che non cerca effetti, ma autenticità. Una scelta che definisce non solo la sua partecipazione a Sanremo 2026, ma anche una nuova fase della sua carriera, costruita sulla forza della verità.

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