A Milano l’influencer assolta, sui social il sostegno di famiglia e amici
Il proscioglimento di Chiara Ferragni nel procedimento milanese per truffa aggravata ha generato una forte ondata di sostegno da parte di amici e familiari, che nelle ultime ore hanno scelto i social per farle arrivare messaggi di vicinanza dopo due anni vissuti sotto pressione mediatica e giudiziaria. L’influencer, dopo aver pubblicato un post per spiegare la conclusione del processo ai suoi follower, ha condiviso alcune delle parole ricevute dalle persone più importanti della sua vita.
Tra le prime a esporsi c’è la sorella Valentina Ferragni, che ha pubblicato un carosello di foto insieme accompagnato da una frase semplice ma intensa: “Per sempre al tuo fianco e anche di più”. Un messaggio che sintetizza il legame familiare e il sostegno costante che Valentina ha manifestato durante tutto il periodo dell’inchiesta.
Accanto alla famiglia, anche gli amici più stretti hanno voluto far sentire la loro presenza. L’imprenditrice Francesca Oniga, condividendo uno scatto che ritrae un abbraccio tra le due, ha scritto: “Due anni durissimi. Ma hai seminato amore intorno a te e chi ti vuole bene davvero non ti ha mai lasciata sola”. Parole che restituiscono il clima emotivo vissuto dall’influencer e il ruolo della sua cerchia più intima nel sostenerla.
Un gesto significativo è arrivato anche dalla madre, Marina Di Guardo, che ha scelto la sobrietà di una foto insieme. È stata Chiara ad aggiungere il testo, definendo la madre come la “persona che non ha mai lasciato il mio fianco in questi due anni”. Un riconoscimento che sottolinea quanto il supporto familiare sia stato determinante nel superare un periodo complesso.
Il proscioglimento segna un passaggio importante nella vicenda giudiziaria che ha coinvolto Ferragni, ma anche un momento di ricomposizione personale. I messaggi condivisi raccontano una rete affettiva che, lontano dai riflettori, ha continuato a sostenerla con discrezione e continuità. Un abbraccio collettivo che oggi, dopo la decisione del giudice, diventa pubblico e simbolico.

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