Investimenti al centro sud per attrarre discendenti italiani
ROMA, 21 NOVEMBRE 2025 – Il progetto “Turismo delle radici” entra in una nuova fase con un finanziamento da 200 milioni di euro provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione. L’iniziativa, coordinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, punta a rafforzare il legame tra gli italiani all’estero e i territori di origine, trasformando il ritorno nei luoghi degli antenati in un’esperienza culturale ed economica di rilancio per le comunità locali.
Il ministro Antonio Tajani ha presentato i nuovi interventi a Villa Madama, sottolineando come l’obiettivo sia attrarre l’interesse di milioni di discendenti italiani sparsi nel mondo. “È un modo per riportare vita e lavoro nelle aree interne e nei centri che hanno conosciuto l’emigrazione”, ha spiegato, evidenziando il valore strategico del progetto per il centro e sud Italia.
Gli esempi concreti non mancano: dal recupero della tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio alla riqualificazione della stazione di Avellino, fino agli interventi nel parco regionale Monti Ausoni e sul lago di Fondi nel Lazio.
A Brindisi, invece, sono previsti un nuovo stadio e il miglioramento di impianti sportivi già esistenti. Ogni iniziativa è pensata per rendere più attrattivi territori spesso marginalizzati, creando nuove opportunità di lavoro e turismo. Il progetto si concentra su realtà che hanno vissuto forti flussi migratori, come le province di Latina e Frosinone, ma anche su comuni strategici come Fiumicino, porta d’ingresso per milioni di viaggiatori. L’idea è di trasformare queste aree in poli di accoglienza e di memoria, capaci di raccontare storie di emigrazione e di radici familiari.
Tajani ha voluto chiarire che la gestione dei fondi avverrà con criteri di trasparenza e senza logiche clientelari. “Non si tratta di iniziative elettorali – ha sottolineato – ma di un piano strutturale che coinvolge territori governati da forze politiche diverse”. Una risposta diretta alle critiche che avevano ipotizzato un utilizzo strumentale delle risorse.
Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti istituzionali e del mondo associativo, tra cui Robert V. Allegrini della National Italian American Foundation, Carmine De Angelis, consigliere alla vicepresidenza del Consiglio per gli enti locali, Raffaele Squitieri, presidente del Comitato di monitoraggio, e amministratori locali come Mario Baccini, sindaco di Fiumicino, e Rizieri Buonopane, presidente della Provincia di Avellino. Presente anche Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, e Giuseppe Incocciati, presidente dell’Ente Parco Monti Ausoni e Lago di Fondi.
Il “Turismo delle radici” si propone dunque come un ponte tra passato e futuro: da un lato la memoria delle comunità che hanno visto partire generazioni di emigranti, dall’altro la possibilità di trasformare quel patrimonio di storie in un motore di sviluppo. Per i discendenti italiani all’estero, tornare nei paesi d’origine significa riscoprire tradizioni, paesaggi e legami familiari; per i territori coinvolti, significa attrarre investimenti, creare occupazione e rafforzare l’identità locale.
Il piano sarà promosso anche attraverso le ambasciate italiane nel mondo, con l’obiettivo di diffondere l’iniziativa e stimolare viaggi verso le aree interne e meridionali. Una strategia che punta a rendere il turismo delle radici non solo un fenomeno culturale, ma anche un segmento economico stabile e duraturo.
di Francesco Rodella
ANSA

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