Toyota domina l’ibrido: a Roma il marchio punta al 50%
Il colosso giapponese della mobilità ridisegna i confini dell’elettrificazione in Italia, puntando a una leadership che non ammette repliche. In un recente vertice strategico, Alberto Santilli, Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia, ha tracciato la rotta per il 2026, fissando un traguardo ambizioso: portare la quota del settore ibrido (full hybrid) alla soglia psicologica del 50%. Questo balzo in avanti, che segue l’ottimo 43% registrato nell’esercizio precedente, trova il suo motore principale nel successo della neonata Aygo X Hybrid, capace di intercettare le necessità di un pubblico urbano che cerca efficienza senza rinunciare alla praticità.
La visione di Santilli si fonda su quella che definisce una “strategia multitecnologica”, una filosofia industriale che non si limita a inseguire mode temporanee ma risponde concretamente ai bisogni reali di chi guida. I dati parlano chiaro: con una storia lunga oltre un quarto di secolo, il gruppo nipponico, insieme al brand premium Lexus, vanta un parco circolante superiore alle 650 mila vetture. Un volume che si traduce in un impatto ecologico massiccio, con un abbattimento di 200 mila tonnellate di anidride carbonica ogni anno, una performance ambientale paragonabile all’azione di otto milioni di alberi. Proprio a Roma, Toyota celebra il suo successo più evidente, confermandosi come il marchio preferito dai cittadini: nella Capitale, infatti, una vettura su cinque tra quelle vendute appartiene alla famiglia elettrificata del colosso asiatico.
L’analisi di Santilli si estende anche al settore dei professionisti e del lusso. La gamma Professional ha scalato le gerarchie nazionali, passando dal nono al sesto posto nel segmento dei veicoli commerciali con un incremento del 43%, spinto anche da una solida base di modelli puramente elettrici. Parallelamente, Lexus continua a presidiare con eleganza il mercato premium, crescendo grazie all’accoglienza entusiasta riservata alla nuova LBX. Non è però solo una questione di vendite: negli ultimi otto anni la rete di vendita è stata ottimizzata e snellita, puntando su una redditività maggiore per i partner senza mai sacrificare la qualità dell’assistenza post-vendita, vero pilastro della reputazione del marchio.
Guardando all’orizzonte normativo, l’azienda assume una posizione pragmatica e coraggiosa. Mentre l’Europa discute il bando dei motori termici per il 2035, Toyota invoca un approccio più bilanciato e meno ideologico, che tenga conto delle diverse realtà infrastrutturali. Sul fronte nazionale, la critica agli incentivi “mordi e fuggi” è netta: secondo l’AD, i bonus sull’elettrico visti finora hanno solo creato picchi temporanei senza generare un rinnovo strutturale del parco auto. La ricetta proposta è quella di un piano di incentivi stabile, con un respiro di almeno 3 o 4 anni, che supporti con decisione la tecnologia dell’ibrido e accompagni gli italiani verso una transizione energetica realmente sostenibile e accessibile a tutti.
(Mge/Adnkronos)

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