Tensioni e scontri ad Acca Larentia a Roma durante memoria

Tensioni e scontri ad Acca Larentia a Roma durante memoria

Commemorazione a Roma segnata da aggressioni e clima teso

La commemorazione annuale dei fatti di Acca Larentia, a Roma, si è svolta in un clima segnato da nuove frizioni e da un episodio di violenza che ha riportato l’attenzione sul persistente conflitto politico legato alla memoria di quella vicenda. Alla vigilia della ricorrenza, quattro giovani di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti da un gruppo di persone incappucciate nei pressi di un supermercato all’Alberone, episodio che ha immediatamente inasprito il contesto già delicato.

Secondo le prime ricostruzioni, il commando – composto da circa dieci individui armati di spranghe e aste – avrebbe colpito i militanti mentre affiggevano manifesti commemorativi. Le telecamere della zona potrebbero aver ripreso parte dell’azione, e la Digos ha già avviato una mappatura completa delle registrazioni disponibili. Uno dei ragazzi è stato trasportato in ospedale in codice giallo, mentre gli investigatori hanno trasmesso una prima informativa alla Procura.

Nel pomeriggio, come ogni anno, centinaia di partecipanti legati all’area dell’estrema destra si sono radunati in via Acca Larentia per ricordare i giovani uccisi il 7 gennaio 1978. Il rituale del “presente” e il saluto romano hanno scandito la cerimonia, mentre a poche centinaia di metri, sull’Appia Nuova, gruppi antifascisti hanno organizzato un contro-presidio, mantenuto sotto stretto controllo dalle forze dell’ordine.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Diverse figure istituzionali hanno espresso preoccupazione per l’episodio della vigilia, sottolineando la gravità di un’aggressione maturata in un contesto già carico di tensioni. In più interventi pubblici è stato richiamato il tema della memoria e della necessità di evitare che il confronto politico degeneri in violenza, soprattutto in occasione di ricorrenze che continuano a dividere il dibattito pubblico.

Nel corso della giornata, la presidente del Consiglio ha ricordato il valore del ricordo e il peso storico degli anni segnati dal terrorismo, richiamando alla responsabilità e alla necessità di preservare la convivenza civile. Parole che hanno suscitato reazioni contrastanti, con alcuni esponenti dell’opposizione che hanno contestato la coerenza dell’appello, richiamando episodi e simboli che, a loro giudizio, contraddicono lo spirito di pacificazione evocato.

La ricorrenza del 7 gennaio continua così a rappresentare un punto sensibile della storia recente italiana, in cui la memoria dei fatti si intreccia con tensioni politiche ancora vive. Le indagini sull’aggressione della vigilia proseguono, mentre resta alta l’attenzione delle autorità per evitare ulteriori incidenti in un contesto che, anno dopo anno, conferma la sua complessità.

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