Aerei, treni e servizi locali: protesta diffusa in tutta Italia
Il 2026 si apre con un calendario di proteste che mette subito sotto pressione il sistema dei trasporti, delineando un avvio d’anno complesso per chi si muove in città o deve affrontare spostamenti più lunghi. Le prime agitazioni scatteranno già l’8 gennaio, con disagi localizzati ma significativi: a Napoli è previsto uno stop di 24 ore del personale viaggiante Eav delle linee vesuviane, con le consuete fasce di garanzia; in Abruzzo, tra Pescara e Chieti, si fermeranno i lavoratori di Tua dalle 9 alle 13; mentre a Bolzano il personale Sasa incrocerà le braccia dalle 16 alle 20.
La vera paralisi, però, è attesa per il 9 e 10 gennaio, due giornate che si preannunciano critiche per l’intero Paese. Il trasporto aereo sarà il primo a fermarsi: il 9 gennaio sciopereranno i dipendenti di Vueling dalle 10 alle 18, quelli di EasyJet per l’intera giornata e il personale Assohandlers dalle 13 alle 17. Una sovrapposizione di proteste che rischia di bloccare decine di voli e creare ripercussioni a catena negli aeroporti italiani.
In contemporanea, anche il settore ferroviario sarà coinvolto da uno sciopero nazionale di otto ore che interesserà i lavoratori Fsi e Rfi. La protesta partirà alle 21 del 9 gennaio e si protrarrà fino alle 21 del giorno successivo, mettendo a rischio collegamenti regionali, a lunga percorrenza e servizi essenziali. Per chi viaggia in treno, si prospettano ritardi, cancellazioni e una forte riduzione dell’offerta.
Il 13 gennaio toccherà invece ai taxi, che hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore, con l’unica eccezione dell’Umbria. Una mobilitazione che potrebbe creare difficoltà soprattutto nelle grandi città e negli scali aeroportuali, già provati dalle agitazioni dei giorni precedenti.
Le date del 9 e 10 gennaio assumono inoltre un peso particolare perché coinvolgono anche il mondo della scuola: il personale del ministero dell’Istruzione e del Merito ha indetto uno sciopero nazionale che potrebbe causare disservizi negli istituti di ogni ordine e grado.
Il nuovo anno eredita così un clima di forte tensione sindacale, dopo un 2025 segnato da numeri imponenti: 1.482 scioperi proclamati, di cui 946 revocati e 536 effettivamente realizzati, con una media di 44 proteste al mese. Anche lo scorso anno il settore dei trasporti è stato il più colpito, con 626 scioperi registrati. Otto, invece, gli scioperi generali, l’ultimo dei quali indetto dalla Cgil il 12 dicembre contro la manovra economica.
(Mst/Adnkronos)

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