Irregolarità e incendi, Boscaino avverte: sicurezza a rischio

Irregolarità e incendi, Boscaino avverte: sicurezza a rischio

Norme severe e controlli costanti per evitare nuovi disastri

Le prime analisi sull’incendio che ha devastato il locale “Le Constellation” di Crans-Montana, causando decine di vittime e oltre un centinaio di feriti, riportano l’attenzione su un tema che in Italia è da anni al centro della prevenzione: la sicurezza nei luoghi di pubblico spettacolo. A sottolinearlo è Giampietro Boscaino, direttore centrale della prevenzione e sicurezza tecnica, antincendio ed energetica del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, che evidenzia come tragedie di questa portata non siano mai frutto del caso.

Secondo Boscaino, eventi così drammatici nascono quasi sempre da una combinazione di gravi irregolarità: sovraffollamento, vie di fuga insufficienti, materiali non idonei, gestione approssimativa delle misure di sicurezza. Elementi che, se trascurati, trasformano un incendio circoscritto in un disastro incontrollabile. «Quando le norme vengono rispettate e i controlli sono applicati con rigore – spiega – scenari come quello avvenuto in Svizzera diventano incompatibili con il nostro sistema di prevenzione».

Il direttore ricorda che in Italia discoteche, sale da ballo e strutture di intrattenimento sono soggette a un quadro normativo molto severo, che stabilisce limiti precisi di capienza, obblighi sulle uscite di emergenza, requisiti sui materiali e sistemi di allarme. A questo si aggiunge un modello di vigilanza che coinvolge i Vigili del fuoco sia nella fase autorizzativa sia durante l’attività ordinaria, con verifiche periodiche per garantire che le condizioni di sicurezza non vengano meno nel tempo.

Boscaino insiste sul fatto che la sicurezza reale nasce da un equilibrio tra responsabilità pubblica e responsabilità privata: lo Stato definisce regole chiare, le autorità locali vigilano sul rispetto delle prescrizioni e i gestori hanno il compito di applicarle quotidianamente, senza scorciatoie. «È da questa collaborazione – afferma – che si costruisce un ambiente protetto per chi frequenta questi luoghi».

Nel dibattito seguito alla tragedia di Crans-Montana è emerso anche il termine “flashover”, utilizzato per descrivere la rapidissima evoluzione dell’incendio. Boscaino chiarisce che si tratta di un fenomeno tipico degli incendi generalizzati e non di un evento eccezionale. Il flashover rappresenta il momento in cui il calore accumulato in un ambiente chiuso raggiunge livelli tali da innescare simultaneamente i gas infiammabili rilasciati dai materiali presenti. In pochi istanti le fiamme avvolgono l’intero locale, rendendo impossibile la sopravvivenza e impedendo qualsiasi via di fuga.

Il direttore spiega che, nella fase iniziale, il fuoco può interessare un solo punto, ma se lo spazio è saturo di persone o privo di adeguata ventilazione, il calore cresce rapidamente. Arredi, rivestimenti e tendaggi rilasciano vapori combustibili che, una volta raggiunta la temperatura critica, si incendiano all’unisono. «È un passaggio improvviso – sottolinea – e chi si trova all’interno non ha il tempo di percepire il pericolo prima che l’ambiente diventi letale». Proprio per prevenire questo scenario, la normativa italiana impone limiti di affollamento, materiali meno combustibili, sistemi di allarme tempestivi e vie di fuga sempre libere. L’obiettivo è consentire l’evacuazione prima che l’incendio raggiunga la fase più pericolosa.

(Sod/Adnkronos)

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