Omaggio al giurista socialista ucciso nella tragica notte del 1925
Montecalvo Irpino ha scelto di rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri e sfortunati, Gustavo Console, avvocato socialista e libero muratore, assassinato a Firenze durante la cosiddetta “Notte di San Bartolomeo” del 1925. La decisione di intitolargli una via è stata annunciata a Benevento, nel corso della presentazione del volume del Gran Maestro Stefano Bisi Le dittature serrano i cuori, ospitata al Museo del Sannio. Alla cerimonia hanno partecipato cittadini, rappresentanti istituzionali e il sindaco di Benevento Clemente Mastella, segno di un interesse diffuso per una memoria che torna oggi ad essere condivisa.
Console, nato a Montecalvo Irpino, era noto per il suo impegno civile e professionale. Figura di spicco del socialismo riformista, stimato avvocato e attivo nelle logge massoniche, fu vittima della violenza fascista che, nell’autunno del 1925, colpì duramente associazioni democratiche e circoli culturali. La sua uccisione rappresentò uno dei momenti più bui della repressione politica, quando il regime tentava di soffocare ogni voce libera e ogni spazio di confronto.
La scelta del Comune non è soltanto un atto di riconoscenza verso un concittadino, ma anche un gesto di responsabilità collettiva: riportare alla luce una storia rimossa, restituire dignità a chi fu cancellato dalla brutalità del potere e riaffermare il valore della memoria come strumento di democrazia. La via dedicata a Console diventa così un simbolo di resistenza morale, un segno tangibile che invita le nuove generazioni a non dimenticare.
Il ricordo di Console si intreccia con quello di tanti altri uomini e donne che pagarono con la vita la fedeltà ai propri ideali. La sua vicenda, oggi rievocata pubblicamente, assume un significato universale: ricordare non è un esercizio retorico, ma un impegno concreto per impedire che l’oscurità del passato torni a minacciare il presente.

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