Kim esalta i soldati in Russia e punisce i dirigenti

Kim esalta i soldati in Russia e punisce i dirigenti

Il leader nordcoreano denuncia corruzione e disciplina fragile

Kim Jong Un ha celebrato con enfasi il sacrificio dei militari nordcoreani impegnati al fianco delle truppe russe nel conflitto contro l’Ucraina, definendoli “difensori della giustizia internazionale” e simbolo del prestigio nazionale. Nel corso di una riunione del Partito dei Lavoratori, il leader ha sottolineato come la loro partecipazione abbia rafforzato l’immagine del Paese, pur riconoscendo il costo umano della missione. Secondo stime provenienti da Seul, almeno 600 soldati hanno perso la vita e diverse migliaia risultano feriti, numeri che evidenziano la gravità dell’impegno militare.

Parallelamente, Kim ha rivolto un duro attacco ai vertici dell’apparato statale, accusando funzionari e quadri dirigenti di “deviazioni ideologiche” e pratiche corrotte. Ha chiesto maggiore fiducia e coraggio nel sostenere la causa nazionale, ammonendo che la disciplina interna non può essere compromessa da comportamenti che minano la credibilità del partito. L’agenzia ufficiale ha parlato di “cattive pratiche” da correggere con urgenza, senza fornire ulteriori dettagli, ma lasciando intendere un giro di vite contro la corruzione.

Il messaggio appare duplice: da un lato l’esaltazione dei soldati caduti e feriti, dall’altro la volontà di riaffermare il controllo politico interno. La retorica di Kim si colloca in un contesto di crescente tensione internazionale e di necessità di consolidare la coesione interna. La leadership nordcoreana punta a mostrare forza e disciplina, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione le conseguenze di questa strategia.

(Red-Est/Adnkronos)

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