Iran, distrutte 28 navi posamine. Trump: “Ora attraversate Hormuz”

Iran, distrutte 28 navi posamine. Trump: "Ora attraversate Hormuz"

Il presidente Usa esorta le petroliere a sfidare Teheran dopo il raid notturno nel Golfo

L’operazione militare americana ha eliminato quasi tutte le imbarcazioni nemiche. Il tycoon: “Hanno perso la leadership due volte”.

Ventotto navi posamine della Marina iraniana sono state distrutte nel corso di un bombardamento condotto nella notte di martedì 10 marzo nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando a Cincinnati in Ohio, mentre il Comando centrale Usa diffondeva sui propri canali ufficiali le immagini dell’operazione. “Abbiamo eliminato quasi tutte le loro posamine in una sola notte”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca, rivendicando il successo dell’azione militare.

L’attacco rappresenta una risposta diretta alla decisione di Teheran di piazzare ordigni esplosivi nelle acque strategiche del Golfo, una mossa che Washington aveva già definito inaccettabile nei giorni scorsi. Trump ha ribadito che la leadership iraniana è stata colpita “due volte” nel corso del conflitto, alludendo ai raid che hanno decimato i vertici politici e militari del regime.

L’invito alle compagnie petrolifere

Nel suo intervento, il presidente americano ha rivolto un pressante invito alle compagnie petrolifere internazionali affinché riprendano senza timori la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante le minacce dei Pasdaran. “Penso che dovrebbero attraversarlo”, ha affermato con decisione, ricordando che in poche ore le forze statunitensi hanno neutralizzato la flottiglia di posamine iraniana. “Non c’è più motivo di temere ritorsioni”, ha aggiunto, sottolineando come l’operazione abbia di fatto rimosso l’ostacolo principale alla libera circolazione nel canale.

L’amministrazione americana aveva già lanciato nei giorni precedenti un avvertimento a Teheran, prospettando “conseguenze mai viste” nel caso in cui le mine avessero continuato a minacciare il traffico marittimo. La notte di martedì ha tradotto quelle parole in fatti concreti, con un raid che ha sorpreso le forze navali iraniane e inflitto un duro colpo alla loro capacità operativa.

La strategia della tensione nello Stretto

Lo Stretto di Hormuz rappresenta da decenni uno dei punti nevralgici per gli equilibri energetici mondiali. Attraverso quel passaggio transita circa un quinto del petrolio globale, rendendolo un obiettivo strategico di primaria importanza. La decisione iraniana di minare le acque aveva fatto scattare l’allarme nelle cancellerie occidentali e nelle borse merci, con il prezzo del greggio che aveva registrato un’impennata nelle ultime quarantotto ore.

L’operazione americana ha ora riaperto scenari completamente diversi. Con la flotta di posamine ridotta ai minimi termini, Teheran perde uno dei suoi strumenti di pressione più efficaci. I Pasdaran avevano minacciato ritorsioni contro qualsiasi imbarcazione avesse osato transitare senza autorizzazione, ma la risposta militare di Washington ha spostato gli equilibri sul terreno.

Iran Le reazioni nel Golfo

Gli alleati regionali degli Stati Uniti hanno accolto con favore l’iniziativa. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, da sempre preoccupati per la sicurezza delle proprie esportazioni petrolifere, osservano con attenzione gli sviluppi. Fonti diplomatiche riferiscono di contatti serrati tra Washington e Riad per coordinare eventuali ulteriori misure a garanzia della libertà di navigazione.

Il Kuwait e il Bahrein, che proprio nei giorni scorsi hanno subito attacchi missilistici iraniani contro le basi americane presenti sul loro territorio, seguono con apprensione l’evolversi della situazione. I due Paesi del Golfo temono possibili rappresaglie da parte di Teheran, anche se la distruzione delle posamine riduce significativamente la capacità offensiva iraniana nel breve periodo.

Iran Il quadro militare complessivo

L’azione notturna si inserisce in una strategia più ampia che ha visto le forze statunitensi e israeliane colpire ripetutamente obiettivi sensibili in Iran nelle ultime due settimane. Dalle infrastrutture energetiche ai centri di comando, dai depositi di missili alle basi navali, il ventaglio di bersagli colpiti appare vasto e diversificato.

Il presidente Trump ha più volte ribadito che la campagna militare sta procedendo “in anticipo rispetto al programma” e che gli obiettivi prefissati sono stati sostanzialmente raggiunti. La distruzione delle navi posamine rappresenta un ulteriore tassello in questo mosaico, eliminando una minaccia specifica che avrebbe potuto innescare una crisi energetica dalle conseguenze imprevedibili.

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