Dal lavoro all’energia, misure urgenti e riforme
Il Consiglio dei ministri n.149, riunitosi il 20 novembre 2025 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha posto al centro della propria agenda il tema dell’industria e dell’occupazione, con due provvedimenti di grande rilievo: il decreto per la continuità degli stabilimenti ex‑ILVA e la dichiarazione di interesse strategico nazionale per il progetto siderurgico “Piombino Metinvest Adria”.
Ex‑ILVA: continuità produttiva e tutela dei lavoratori
Il governo ha approvato un decreto‑legge che consente ad Acciaierie d’Italia S.p.A., in amministrazione straordinaria, di utilizzare i 108 milioni residui del finanziamento ponte fino a febbraio 2026. Queste risorse sono considerate vitali per mantenere attivi gli impianti e accompagnare la fase di transizione verso l’individuazione del nuovo aggiudicatario della gara.
I 92 milioni già spesi hanno coperto interventi sugli altoforni, manutenzioni ordinarie e straordinarie, oltre a investimenti ambientali collegati alla nuova Autorizzazione Integrata Ambientale e al Piano di Ripartenza. Sul fronte sociale, il decreto stanzia ulteriori 20 milioni per il biennio 2025‑2026, destinati a integrare fino al 75% il trattamento di cassa integrazione straordinaria dei dipendenti, finora sostenuto direttamente da ADI.
Il provvedimento interviene anche sul Fondo indennizzi per gli immobili del quartiere Tamburi, consentendo l’utilizzo delle somme residue per completare gli indennizzi parziali relativi alle domande presentate l’anno precedente. Inoltre, vengono chiariti alcuni aspetti giuridici delle aziende in amministrazione straordinaria e riconosciuto ad ADI un indennizzo per i contributi destinati alle imprese energivore, in particolare per gli sconti sulle forniture energetiche e per le quote ETS.
Piombino Metinvest Adria: un investimento da 3,2 miliardi
Il Consiglio ha deliberato la dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale per il programma di investimento estero “Piombino Metinvest Adria”. Il progetto prevede la costruzione di una acciaieria di nuova generazione, ambientalmente sostenibile e a ciclo elettrico, destinata alla produzione di laminati piani.
L’investimento complessivo ammonta a 3,2 miliardi di euro, suddivisi in 2,6 miliardi in conto capitale e 600 milioni in spese operative. Lo Stato contribuirà con 323 milioni di incentivi. L’impianto avrà una capacità produttiva superiore a 2,7 milioni di tonnellate annue e garantirà un impatto occupazionale significativo: 800 assunzioni dirette e 300 indirette, con corsia preferenziale per i 785 lavoratori attualmente in cassa integrazione straordinaria presso JSW Steel Italy Piombino S.p.A.
L’avvio dei cantieri è previsto entro il 2026, con l’obiettivo di raggiungere la piena capacità produttiva entro il 2029. È prevista la nomina di un Commissario straordinario di Governo per coordinare la realizzazione del progetto e garantire tempi rapidi.
Un segnale politico ed economico
Con questi due interventi, il governo intende rafforzare la filiera siderurgica nazionale, tutelare l’occupazione e rilanciare la competitività del settore. La continuità produttiva dell’ex‑ILVA e il nuovo polo di Piombino rappresentano tasselli di una strategia che punta a coniugare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e salvaguardia sociale.
La seduta del Consiglio ha evidenziato la volontà dell’esecutivo di intervenire con strumenti straordinari per affrontare crisi industriali complesse e, al tempo stesso, attrarre investimenti esteri di grande portata.
ha dedicato una parte significativa della seduta del 20 novembre 2025 al tema dell’energia e della transizione ecologica, approvando un decreto‑legge che introduce misure urgenti in materia di investimenti e produzione da fonti rinnovabili. L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere la competitività delle imprese e accelerare il percorso verso la decarbonizzazione, in linea con gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo e internazionale.
Piano Transizione 5.0: incentivi per ridurre i consumi
Il provvedimento interviene sui crediti d’imposta previsti dal Piano Transizione 5.0, con l’intento di incentivare le aziende che investono in beni strumentali capaci di ridurre i consumi energetici. Si tratta di un meccanismo che mira a coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità, premiando chi adotta soluzioni in grado di abbattere l’impatto ambientale delle produzioni.
Il decreto introduce criteri più chiari per l’accesso ai benefici e rafforza i controlli, al fine di garantire che le risorse pubbliche siano effettivamente destinate a interventi con ricadute misurabili. In questo modo, il governo punta a stimolare un circolo virtuoso: investimenti privati sostenuti da incentivi fiscali, riduzione dei consumi e maggiore competitività delle imprese italiane sui mercati globali.
Aree idonee per impianti rinnovabili
Un altro capitolo del decreto riguarda la semplificazione delle procedure per individuare le aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Le modifiche introdotte mirano a superare le incertezze normative e a ridurre i tempi autorizzativi, spesso indicati dagli operatori come uno dei principali ostacoli allo sviluppo del settore.
La nuova disciplina stabilisce criteri uniformi e rafforza il coordinamento tra Stato e Regioni, con l’intento di evitare frammentazioni e garantire una pianificazione coerente. L’obiettivo è favorire la diffusione di impianti fotovoltaici, eolici e di altre tecnologie pulite, assicurando al contempo la tutela del paesaggio e delle comunità locali.
Energia e competitività
Il pacchetto energetico approvato dal Consiglio si inserisce in una strategia più ampia di rilancio della competitività industriale. La riduzione dei costi energetici rappresenta infatti un fattore decisivo per molte filiere produttive, soprattutto in un contesto internazionale caratterizzato da forti oscillazioni dei prezzi e da tensioni geopolitiche.
Il governo intende così rafforzare la resilienza del sistema economico nazionale, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili e promuovendo un modello di sviluppo più sostenibile. La scelta di intervenire con urgenza testimonia la volontà di accelerare il percorso verso gli obiettivi del PNRR e del Green Deal europeo, che prevedono una quota crescente di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030.
Un segnale politico
La deliberazione del Consiglio dei ministri non si limita a introdurre misure tecniche, ma assume anche un valore politico. In un momento in cui la transizione energetica è al centro del dibattito internazionale, l’Italia intende presentarsi come attore credibile e proattivo, capace di coniugare crescita economica e sostenibilità ambientale.
La seduta del 20 novembre ha dunque segnato un passo importante nella definizione di un quadro normativo più favorevole agli investimenti verdi, con l’ambizione di attrarre capitali e consolidare il ruolo del Paese come hub europeo della transizione.
Il Consiglio dei ministri n.149 ha affrontato anche il capitolo della sanità, approvando in esame preliminare un disegno di legge che istituisce il Registro Unico Nazionale dei Dispositivi Medici Impiantabili (RUNDMI). Si tratta di una misura che risponde alla necessità di garantire un sistema organico e omogeneo di raccolta, monitoraggio e valutazione dei dati relativi ai dispositivi impiantati nel territorio nazionale.
Un registro per la tracciabilità e la sicurezza
Il nuovo strumento consentirà di seguire l’intero percorso clinico del paziente sottoposto a impianto, assicurandone la rintracciabilità e la possibilità di rilevare eventuali rimozioni non seguite da reimpianto. Questi dati sono considerati essenziali per stimare correttamente la popolazione impiantata e per orientare le politiche sanitarie.
Il registro avrà anche una funzione epidemiologica e di ricerca scientifica, permettendo di valutare l’assistenza sanitaria e di supportare le attività di vigilanza e sorveglianza previste dal regolamento europeo 2017/745. Sarà inoltre uno strumento di valutazione indipendente della sicurezza e delle prestazioni a lungo termine dei dispositivi, contribuendo alla programmazione sanitaria e al controllo della spesa.
Integrazione con registri esistenti
Il RUNDMI sarà concepito come un unico contenitore, destinato a includere sezioni dedicate a diverse tipologie di dispositivi. La prima sezione corrisponderà al Registro nazionale degli impianti protesici mammari, già attivo e a alimentazione obbligatoria. L’attuale infrastruttura informatica sarà integrata nel nuovo sistema, mantenendo comunque operativi i registri nazionali e regionali secondo la normativa vigente.
Ulteriori sezioni saranno istituite con decreto ministeriale, ampliando progressivamente la copertura del registro a tutte le categorie di dispositivi impiantabili. È prevista la trasmissione alle Camere di una relazione triennale sui dati raccolti e sulle attività svolte, a garanzia della trasparenza e del monitoraggio parlamentare.
Un passo verso la modernizzazione del sistema sanitario
Con questa iniziativa, il governo intende rafforzare la tutela dei pazienti e migliorare la qualità delle cure, introducendo strumenti di controllo e valutazione che possano ridurre i rischi e ottimizzare le risorse. La creazione del registro rappresenta un passo importante verso la modernizzazione del sistema sanitario italiano, in linea con le migliori pratiche europee.
Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di adeguamento alla normativa europea sulle Indicazioni Geografiche (IG) per i prodotti artigianali e industriali, recependo il regolamento (UE) 2023/2411.
Estensione della tutela
Per la prima volta, la protezione delle IG viene estesa oltre l’ambito agricolo e alimentare, includendo prodotti come il vetro di Murano, le ceramiche di Caltagirone, gioielli e tessuti tradizionali. L’obiettivo è creare un sistema unitario di protezione a livello europeo, superando l’attuale frammentazione in cui molti Stati membri si affidavano solo a marchi o norme sulla concorrenza sleale.
Valorizzazione delle eccellenze italiane
Il provvedimento rappresenta un’opportunità per l’Italia, Paese ricco di tradizioni artigianali e manifatturiere. La tutela delle IG consentirà di difendere i prodotti autentici dalle imitazioni e di rafforzarne la competitività sui mercati internazionali. In questo modo, il governo intende sostenere le comunità locali e preservare un patrimonio culturale che costituisce parte integrante dell’identità nazionale.
Un sistema più equo
La nuova disciplina mira anche a garantire maggiore equità tra produttori, assicurando che il valore aggiunto derivante dalla reputazione dei prodotti sia riconosciuto e protetto. La protezione delle IG diventa così uno strumento di sviluppo economico e di coesione sociale, capace di generare ricadute positive in termini di occupazione e attrattività turistica.
Il Consiglio dei ministri n.149 ha affrontato anche il capitolo fiscale e sociale, approvando in esame definitivo un decreto legislativo che introduce disposizioni in materia di terzo settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto. Si tratta di un provvedimento che dà attuazione alla delega contenuta nella legge 9 agosto 2023, n.111, parte integrante della riforma fiscale avviata dal governo.
Terzo settore e IVA
Il decreto recepisce l’intesa raggiunta in Conferenza unificata e tiene conto dei pareri delle Commissioni parlamentari e delle interlocuzioni con la Commissione europea. Tra le novità principali, la proroga al 2036 dell’entrata in vigore delle norme che avrebbero imposto agli enti benefici l’assoggettamento agli obblighi strumentali ai fini IVA, come la tenuta della contabilità e la fatturazione. Una misura che risponde alle richieste delle associazioni e che mira a garantire continuità alle attività sociali senza appesantimenti burocratici.
Crisi d’impresa e sport
Il testo interviene anche sulla disciplina della crisi d’impresa, introducendo correttivi volti a rendere più efficiente la gestione delle procedure e a favorire soluzioni di continuità aziendale. In ambito sportivo, vengono definite norme fiscali specifiche per le associazioni e le società dilettantistiche, con l’obiettivo di sostenere un settore che rappresenta un presidio sociale e culturale diffuso sul territorio.
Un pacchetto di decreti fiscali
Accanto al decreto sul terzo settore, il Consiglio ha approvato in esame definitivo cinque decreti legislativi che intervengono su diversi ambiti della fiscalità. Tra questi: disposizioni integrative e correttive in materia di IRPEF e IRES, fiscalità internazionale, imposta sulle successioni e donazioni, imposta di registro, statuto dei diritti del contribuente e testi unici delle sanzioni tributarie.
Un altro decreto recepisce la direttiva (UE) 2024/1174, che modifica la disciplina sul requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili per gli istituti bancari. È stato inoltre approvato un provvedimento di modifica al decreto legislativo 4 marzo 2014, n.26, in attuazione della direttiva (UE) 2024/1262, relativa ai requisiti per gli stabilimenti e per la cura degli animali da laboratorio.
Tra i testi approvati figura anche il nuovo Codice degli incentivi, che mira a razionalizzare e rendere più trasparente il sistema di agevolazioni alle imprese. Infine, sono state introdotte disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 25 novembre 2024, n.190, sulla disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Un quadro di riforma complessivo
Con questo pacchetto, il governo intende rafforzare la certezza del diritto e semplificare il sistema fiscale, offrendo strumenti più chiari e stabili a cittadini e imprese. La proroga per il terzo settore rappresenta un segnale di attenzione verso realtà che svolgono un ruolo fondamentale di coesione sociale, mentre le modifiche alla disciplina della crisi d’impresa e gli interventi sugli incentivi mirano a favorire la crescita e la competitività.
Il Consiglio dei ministri n.149 ha deliberato una serie di misure in materia di sicurezza e protezione civile, confermando l’attenzione dell’esecutivo verso la tutela dei cittadini e il contrasto alle infiltrazioni criminali.
Stato di emergenza per l’Ucraina
Su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, è stata approvata la dichiarazione dello stato di emergenza per intervento all’estero, in conseguenza del perdurare degli eventi in Ucraina. Il costo dell’operazione è stimato nel limite di 2 milioni di euro. La misura consente di mobilitare risorse e strutture operative per garantire assistenza e supporto, ribadendo l’impegno dell’Italia sul fronte internazionale.
Scioglimento di consigli comunali per infiltrazioni mafiose
Il Consiglio ha inoltre deliberato lo scioglimento dei consigli comunali di Paternò (Catania) e Altomonte (Cosenza), in seguito agli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata. La decisione è stata assunta ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali e comporta l’affidamento della gestione dei due comuni a commissioni straordinarie per la durata di 18 mesi.
La misura intende ristabilire la legalità e garantire il buon andamento dell’azione amministrativa, in territori dove le infiltrazioni mafiose hanno compromesso la trasparenza e l’efficienza delle istituzioni locali.
Conferenze di servizi e opposizioni
Il Consiglio ha accolto l’opposizione del Ministero della cultura alla determinazione della Regione Friuli‑Venezia Giulia relativa alla costruzione e all’esercizio di un impianto fotovoltaico nel comune di Aquileia. La decisione è stata assunta alla luce delle variazioni normative intervenute e del parere contrario espresso dal Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga.
Un segnale di fermezza
Con queste deliberazioni, l’esecutivo ha voluto ribadire la propria fermezza nel contrasto alla criminalità organizzata e la volontà di intervenire con decisione in situazioni di emergenza, sia sul piano interno che internazionale. La seduta del 20 novembre ha così confermato la centralità della sicurezza e della protezione civile nell’agenda del governo.
dedicato una parte della seduta del 20 novembre 2025 alle nomine istituzionali e diplomatiche, confermando la centralità della dimensione internazionale e del rafforzamento delle strutture amministrative.
Nomine in ambito economico e produttivo
Su proposta della Presidente Giorgia Meloni, è stata deliberata la nomina di Luigi Taranto a componente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), in rappresentanza delle categorie produttive. Taranto subentra a Vito D’Ingeo, designato da Confcommercio Imprese per l’Italia. La scelta conferma l’attenzione del governo verso il coinvolgimento delle organizzazioni di categoria nei processi di consultazione e indirizzo delle politiche economiche.
Proroghe e incarichi diplomatici
Su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, il Consiglio ha deliberato la proroga del collocamento fuori ruolo del Ministro Plenipotenziario Grammenos Mastrojeni presso l’Unione per il Mediterraneo (UPM), con sede a Barcellona, dove ricopre l’incarico di “Special Advisor for Water Diplomacy”.
Contestualmente, sono stati conferiti numerosi incarichi di vertice presso la Farnesina:
- Cecilia Piccioni, Direttore della Direzione Generale per gli affari politici e la sicurezza internazionale.
- Nicoletta Bombardiere, Direttore della Direzione Generale per l’Africa subsahariana, l’America latina, l’Asia e l’Oceania.
- Mauro Battochi, Direttore della Direzione Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni.
- Silvia Limoncini, Direttore della Direzione Generale per i servizi ai cittadini all’estero e le politiche migratorie.
- Alessandro De Pedys, Direttore della Direzione Generale per le questioni cibernetiche, l’informatica e l’innovazione tecnologica.
- Patrizia Falcincelli, Direttore della Direzione Generale per le risorse e la formazione.
- Nicandro Cascardi, Direttore della Direzione Generale per il patrimonio e l’amministrazione.
Un segnale di rafforzamento istituzionale
Le nomine deliberate dal Consiglio dei ministri mirano a consolidare la struttura diplomatica e amministrativa, garantendo continuità e competenza in settori strategici come la sicurezza internazionale, la promozione delle esportazioni, le politiche migratorie e la cybersicurezza.
Il pacchetto di incarichi conferma la volontà del governo di rafforzare la presenza italiana nei contesti multilaterali e di valorizzare figure di comprovata esperienza. La proroga dell’incarico di Mastrojeni all’UPM sottolinea l’impegno dell’Italia nel Mediterraneo, con particolare attenzione alle tematiche ambientali e alla diplomazia dell’acqua.
Il Consiglio dei ministri ha esaminato nove leggi regionali, deliberando di impugnare due testi e di non sollevare rilievi su altri sette.
Leggi impugnate
È stata impugnata la legge della Regione Sardegna n.26 del 18 settembre 2025, relativa alle procedure per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. Il governo ha ritenuto che la norma esuli dalle competenze regionali e leda quelle esclusive dello Stato in materia di ordinamento civile e penale, oltre che di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni.
Impugnata anche la legge della Regione Puglia n.15 del 29 settembre 2025, riguardante il riconoscimento di debiti fuori bilancio.
Leggi non impugnate
Il Consiglio ha invece deciso di non impugnare sette leggi regionali, tra cui:
- La legge della Regione Lazio sul servizio volontario di vigilanza ecologica.
- Due leggi della Regione Molise, relative al rendiconto generale e alla formazione professionale collegata al PNRR.
- La legge della Regione Trentino‑Alto Adige che incentiva l’iscrizione a forme di previdenza complementare per i nuovi nati.
- La legge della Regione Umbria sul Piano Nuove Competenze e Transizioni.
- Una legge della Regione Lazio sul riconoscimento di debiti fuori bilancio e sulla riqualificazione dell’assistenza sanitaria nei grandi centri urbani.
- La legge della Regione Veneto che promuove la ricerca storica e la commemorazione dei fucilati ingiustamente durante la Prima guerra mondiale.
Un equilibrio tra Stato e Regioni
Le decisioni del Consiglio evidenziano l’attenzione al rispetto delle competenze costituzionali e al mantenimento di un equilibrio tra autonomia regionale e prerogative statali. L’impugnazione delle leggi di Sardegna e Puglia sottolinea la necessità di garantire uniformità su materie delicate come la salute e la gestione finanziaria, mentre la mancata impugnazione di altri testi conferma la volontà di favorire la collaborazione istituzionale.
La seduta del Consiglio dei ministri n.149, svoltasi il 20 novembre 2025 a Palazzo Chigi, si è chiusa alle ore 18.14 dopo un’agenda fitta di provvedimenti che hanno toccato quasi tutti i settori strategici del Paese. Dall’industria alla sanità, dall’energia al fisco, dalle autonomie locali alla sicurezza, l’esecutivo ha delineato un quadro di interventi che mira a rafforzare la competitività nazionale e a garantire stabilità sociale.
Una visione integrata
Il pacchetto approvato non si limita a risolvere singole emergenze, ma compone un mosaico di misure che, nel loro insieme, definiscono la direzione politica del governo. La continuità produttiva dell’ex‑ILVA e il progetto Piombino Metinvest Adria testimoniano la volontà di rilanciare la siderurgia italiana, coniugando occupazione e sostenibilità. Le norme su energia e rinnovabili confermano l’impegno verso la transizione ecologica, mentre il Registro dei dispositivi medici impiantabili segna un passo avanti nella modernizzazione del sistema sanitario.
La tutela delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali valorizza il patrimonio culturale e manifatturiero del Paese, mentre le riforme fiscali e le misure per il terzo settore rafforzano la coesione sociale. Le decisioni su sicurezza, emergenze e scioglimenti comunali ribadiscono la fermezza nel contrasto alla criminalità e la capacità di intervenire in contesti di crisi.
Prospettive future
Il Consiglio ha inoltre posto le basi per sviluppi futuri: l’avvio dei cantieri di Piombino entro il 2026, la piena operatività del nuovo registro sanitario, la candidatura di Roma a sede dell’Autorità doganale europea e la prosecuzione del dialogo con le Regioni. Tutti elementi che delineano una prospettiva di medio‑lungo periodo, con l’obiettivo di consolidare la posizione dell’Italia in Europa e nel mondo.
Un segnale politico
La seduta del 20 novembre ha rappresentato un momento di sintesi della linea di governo: interventi rapidi, attenzione alle emergenze, ma anche visione strategica. L’esecutivo ha mostrato la volontà di affrontare le sfide con strumenti straordinari, senza rinunciare a una prospettiva di crescita e innovazione.
Il Consiglio dei ministri n.149 si chiude dunque come una tappa significativa nel percorso dell’attuale legislatura, con provvedimenti che incidono su industria, energia, sanità, fisco, sicurezza e relazioni internazionali. Un mosaico di decisioni che, nel loro insieme, delineano un progetto di Paese orientato alla modernizzazione, alla tutela delle eccellenze e alla coesione sociale.

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