Europa sotto pressione per influenza da nuovo ceppo virale

Europa sotto pressione per influenza da nuovo ceppo virale

Oms avverte: stagione precoce, casi gravi e vaccini cruciali

La stagione influenzale 2025-2026 si sta rivelando una delle più impegnative degli ultimi anni per i sistemi sanitari europei. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), attraverso il suo ufficio regionale, ha confermato che l’epidemia è iniziata con largo anticipo rispetto al consueto, circa quattro settimane prima, e che oltre metà dei Paesi della regione si trova già in una fase di attività elevata o molto elevata.

Secondo i dati diffusi, almeno 27 dei 38 Stati membri che hanno trasmesso informazioni stanno registrando un incremento significativo dei casi. In sei Paesi – Irlanda, Kirghizistan, Montenegro, Serbia, Slovenia e Regno Unito – più della metà dei pazienti sottoposti a test per sindrome simil-influenzale è risultata positiva. Una situazione che ha spinto l’Oms a parlare di “super virus”, capace di mettere sotto pressione ospedali e strutture territoriali.

Il nuovo ceppo dominante

Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Oms Europa, ha spiegato che la particolarità di quest’anno risiede nella diffusione di una variante dell’influenza A H3N2, identificata come sottoclade K. Questa mutazione, pur non essendo associata a forme più gravi di malattia, rappresenta fino al 90% dei casi confermati. La mancanza di un’immunità consolidata nella popolazione rende la circolazione del virus più intensa e difficile da contenere.

Vaccinazione come arma principale

L’Oms ha ribadito che la vaccinazione rimane la misura preventiva più efficace. I primi dati provenienti dal Regno Unito indicano che l’attuale vaccino stagionale riduce il rischio di complicanze gravi legate al ceppo A H3N2. La raccomandazione è rivolta soprattutto agli anziani, alle persone con patologie croniche, alle donne in gravidanza e ai bambini, considerati i gruppi più vulnerabili. Anche gli operatori sanitari sono stati indicati come prioritari, sia per proteggere se stessi sia per ridurre la trasmissione ai pazienti.

Picco atteso tra dicembre e gennaio

Come in altre stagioni, i bambini in età scolare si confermano i principali vettori della diffusione, mentre gli over 65 rappresentano la maggior parte dei casi gravi che richiedono ricovero. L’Oms prevede che i contagi continueranno ad aumentare fino al picco, atteso tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. La maggior parte delle persone guarirà spontaneamente, ma chi presenta sintomi severi o patologie pregresse è invitato a rivolgersi tempestivamente a un medico.

Misure di prevenzione quotidiane

Oltre alla vaccinazione, l’Oms ha ricordato l’importanza di comportamenti responsabili: restare a casa in caso di malessere, indossare la mascherina se si hanno sintomi respiratori, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, lavarsi regolarmente le mani e garantire una buona ventilazione degli ambienti chiusi. Queste misure, già consolidate durante la pandemia di Covid-19, restano strumenti fondamentali per ridurre la trasmissione.

Differenze rispetto alla pandemia

Kluge ha sottolineato che, pur essendo una stagione difficile, non si tratta di un’emergenza globale paragonabile al Covid-19. I sistemi sanitari hanno decenni di esperienza nella gestione dell’influenza e dispongono di vaccini aggiornati annualmente. “Se utilizziamo gli strumenti che già abbiamo – vaccinazioni, comportamenti attenti e sistemi pubblici solidi – supereremo questa tempesta stagionale”, ha dichiarato.

Il ruolo dell’informazione corretta

In un contesto segnato dalla disinformazione, l’Oms ha invitato i cittadini a cercare fonti affidabili. Informazioni accurate e basate su evidenze scientifiche possono salvare vite, soprattutto in una stagione influenzale intensa come quella attuale. La comunicazione chiara e la fiducia nelle istituzioni sanitarie sono considerate parte integrante della strategia di contenimento.

Impatto sui sistemi sanitari

Molti Paesi stanno già segnalando un aumento dei ricoveri e una pressione crescente sulle strutture ospedaliere. La combinazione di un ceppo nuovo e di una stagione anticipata ha reso più complessa la gestione delle risorse. Alcuni governi hanno avviato campagne straordinarie di vaccinazione e rafforzato i reparti di emergenza, consapevoli che la capacità di risposta sarà decisiva per evitare criticità.

Una sfida stagionale prevedibile

Nonostante la gravità della situazione, gli esperti ricordano che l’influenza è una sfida stagionale prevedibile. La differenza, quest’anno, è data dall’intensità e dalla rapidità con cui il virus si è diffuso. La risposta coordinata tra istituzioni, operatori sanitari e cittadini sarà determinante per ridurre l’impatto e proteggere i più fragili.

(Lus/Adnkronos Salute)

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