Pubblicati 8mila atti Usa: video, email interne e legami politici
I nuovi 8 mila documenti sul caso Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aprono un nuovo fronte politico e giudiziario, facendo emergere ulteriori collegamenti tra il finanziere pedofilo e l’attuale presidente americano Donald Trump. Le carte includono materiale multimediale e corrispondenza interna che dettagliano almeno otto voli di Trump a bordo dei jet privati di Epstein tra il 1993 e il 1996, mentre il tycoon continua a negare di essere mai stato sull’isola privata del finanziere.
Nuovi dossier e materiale video
Secondo il Dipartimento di Giustizia, sono stati resi accessibili online almeno 8.000 nuovi file, in gran parte atti investigativi, allegati, audio e video legati ai procedimenti su Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell. I link caricati sul portale del dipartimento sono circa 11.000, ma una quota non trascurabile risulta al momento inattiva o conduce a pagine vuote, segno di un lavoro di declassificazione ancora in corso.
Nei nuovi archivi compare anche documentazione relativa al materiale audiovisivo raccolto dall’Fbi, che parla di centinaia di ore di immagini e registrazioni, inclusi filmati di sorveglianza delle aree comuni e dei corridoi del reparto detentivo in cui Epstein fu trovato morto nell’agosto 2019, mentre restano coperte le sequenze più sensibili per la tutela delle vittime. Le autorità federali sottolineano che l’enorme mole di dati – oltre 300 gigabyte tra video, foto e documenti – viene rilasciata in applicazione dell’“Epstein Files Transparency Act”, la legge approvata quasi all’unanimità dal Congresso che impone la progressiva pubblicazione degli atti.
I voli di Trump sui jet di Epstein
In mezzo al nuovo flusso di file spicca una mail interna datata 7 gennaio 2020, firmata da un assistente procuratore del distretto sud di New York, nella quale si afferma che Donald Trump “ha viaggiato sul jet privato di Epstein molte più volte di quanto riportato in precedenza”. L’email, inserita nel fascicolo con oggetto “Epstein flight records”, elenca almeno otto voli tra il 1993 e il 1996 in cui l’attuale presidente figura come passeggero, un dato che amplia le precedenti ricostruzioni sulla sua frequentazione del finanziere.
I documenti indicano che in uno di questi viaggi, nel 1993, a bordo erano presenti soltanto Trump ed Epstein, mentre in un altro volo risultano registrati i due amici e una persona allora ventenne, il cui nome è omesso. In almeno quattro tratte compare anche Ghislaine Maxwell, già condannata a 20 anni di carcere per il suo ruolo nella rete di traffico sessuale di minori, mentre in altri spostamenti compaiono l’allora moglie Marla Maples, la figlia Tiffany e il figlio Eric.
Possibili testimoni e piste investigative
La stessa mail segnala inoltre due ulteriori voli sui quali erano presenti donne che, secondo l’estensore, “potrebbero essere testimoni” nel procedimento contro Maxwell, rinviando a ulteriori verifiche sui loro ruoli e sulle circostanze dei viaggi. Nel nuovo blocco di atti compaiono anche segnalazioni e “tips” raccolti dall’Fbi sulla presenza di Trump a feste, cene e serate nelle proprietà di Epstein agli inizi degli anni Duemila, senza che però emergano, allo stato, contestazioni formali a suo carico.
Le stesse carte precisano che la comparsa del nome di una persona nei database del caso Epstein non equivale di per sé a un’accusa penale, né dimostra il coinvolgimento diretto nei crimini del finanziere. Una nota riepilogativa del Dipartimento di Giustizia ribadisce che, nonostante le ricorrenti teorie sul presunto “libro nero” di Epstein, non sono emerse prove credibili di un sistema strutturato di ricatti nei confronti di figure pubbliche.
Le nuove smentite di Trump
Sul piano politico, la pubblicazione dei nuovi documenti arriva mentre Trump, tornato alla Casa Bianca dopo la rielezione del 2024, rivendica i risultati della propria amministrazione e parla di “attacco coordinato” per screditarlo. In dichiarazioni diffuse nelle ultime ore, il presidente ribadisce di “non essere mai stato sull’isola di Epstein” e sostiene che il caso sia rilanciato per distogliere l’attenzione “dai successi” del suo governo, sminuendo la portata delle carte rese note dal Dipartimento di Giustizia.
La Casa Bianca insiste sul fatto che i nuovi atti non dimostrano alcuna consapevolezza da parte di Trump rispetto alle attività criminali di Epstein e ricorda che il tycoon avrebbe interrotto i rapporti con il finanziere nei primi anni Duemila. Una parte dell’opposizione al Congresso, però, chiede di proseguire l’acquisizione di materiale e di convocare nuovi testimoni per chiarire fino in fondo i rapporti tra Epstein, la sua rete di contatti e i vertici istituzionali
(Pap/Adnkronos)

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