Donald Trump incalza Kiev e sul negoziato con Mosca

Donald Trump incalza Kiev e sul negoziato con Mosca

Zelensky frena e ribadisce priorità alle garanzie di sicurezza

Donald Trump intensifica la pressione sull’Ucraina, sollecitando Volodymyr Zelensky a muoversi rapidamente verso un’intesa che, nelle intenzioni della Casa Bianca, dovrebbe avvicinare la conclusione del conflitto. Il presidente statunitense insiste sul fatto che la finestra negoziale non resterà aperta a lungo, convinto che Mosca possa modificare la propria posizione se i tempi dovessero allungarsi ulteriormente. Una visione che, tuttavia, non trova riscontro nelle analisi indipendenti né nelle dichiarazioni più recenti del Cremlino.

Il nodo centrale resta la questione territoriale. Il piano promosso da Washington implicherebbe per Kiev la rinuncia al Donbass, elemento che Zelensky considera incompatibile con qualsiasi prospettiva di stabilità futura. L’Ucraina continua infatti a porre al centro del negoziato la necessità di garanzie di sicurezza solide e verificabili, ritenute indispensabili per evitare che una tregua si trasformi in una semplice pausa prima di una nuova offensiva russa.

Secondo l’Institute for the Study of War, la fiducia di Trump nella disponibilità di Vladimir Putin a un compromesso sarebbe mal riposta. Le posizioni espresse dal leader russo nelle ultime ore confermano che Mosca non intende accettare un accordo costruito sul piano americano, né rinunciare agli obiettivi massimalisti perseguiti dall’inizio dell’invasione. Il Cremlino continua a evocare l’ampliamento delle cosiddette “zone cuscinetto”, con riferimenti diretti alle regioni di Kharkiv e Sumy, mentre il ministro della Difesa Andrei Belousov rivendica progressi che Kiev contesta apertamente, come il presunto controllo di Kupyansk.

In questo quadro, gli analisti ritengono che un’intesa priva di garanzie vincolanti potrebbe offrire alla Russia l’opportunità di riorganizzarsi e riprendere le ostilità in un secondo momento, mantenendo intatto l’obiettivo strategico di estendere il proprio dominio sull’intero territorio ucraino. Per questo Zelensky insiste sul fatto che la fine della guerra non può prescindere da un sistema di protezione internazionale chiaro, operativo e formalizzato.

Il presidente ucraino ricorda come gli impegni assunti in passato – dal memorandum di Budapest agli accordi di Minsk – non abbiano impedito l’aggressione russa, alimentando una sfiducia che oggi condiziona ogni trattativa. Kiev chiede dunque un quadro di sicurezza che definisca con precisione il ruolo degli Stati Uniti e dei partner occidentali in caso di nuove minacce, un impegno che, secondo Zelensky, dovrà essere messo per iscritto, anche senza una divulgazione pubblica.

La posizione ucraina si intreccia con le valutazioni americane sulla capacità militare di Kiev, su cui emergono dubbi relativi alla consistenza delle forze e alla sostenibilità dello sforzo bellico nel lungo periodo. Nonostante ciò, Zelensky ribadisce che solo un esercito robusto e sostenuto da alleati affidabili può garantire una pace duratura e impedire che la Russia tenti nuovamente di imporre la propria volontà con la forza.

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