Putin rilancia la pace e accusa Kiev di bloccare il dialogo

Putin rilancia la pace e accusa Kiev di bloccare il dialogo

Mosca insiste sui negoziati e critica Ue, Nato e governo ucraino

Senza premesse e senza attenuanti, Vladimir Putin ha rimesso al centro della scena la questione dei negoziati, sostenendo che la Russia sarebbe pronta a chiudere il conflitto “con strumenti politici”, mentre Kiev e i suoi sostenitori europei continuerebbero – a suo dire – a rifiutare ogni percorso diplomatico. Il presidente russo ha parlato durante la conferenza di fine anno a Mosca, in un clima carico di attese dopo la decisione dell’Unione europea di proseguire il sostegno finanziario all’Ucraina e mentre i contatti con Washington restano fermi.

Putin ha affermato che alcuni segnali di apertura da parte ucraina sarebbero emersi, pur restando fragili. Ha ribadito che Mosca accetterebbe un’intesa solo se fondata sui “principi” già esposti nel 2024, che includono la rimozione delle cause strutturali del conflitto. Secondo il Cremlino, la responsabilità del prossimo passo ricadrebbe interamente sul governo ucraino e sui Paesi europei che lo sostengono.

Il leader russo ha insistito sul fatto che la Russia avrebbe già accettato compromessi durante i colloqui di agosto ad Anchorage con Donald Trump, definendo “infondate” le accuse secondo cui Mosca respingerebbe ogni proposta. Ha ricordato che, in quell’occasione, le posizioni sarebbero state “quasi allineate”, lasciando intendere che un margine negoziale esiste ancora.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Putin ha delineato l’obiettivo di una Russia “in pace nel 2026”, sottolineando che solo un accordo capace di eliminare le radici del conflitto potrà garantire una stabilità duratura. Ha negato qualsiasi responsabilità per le vittime della guerra, sostenendo che Mosca non avrebbe avviato le ostilità.

Il presidente ha poi bollato come “assurda” l’idea che la Russia stia preparando un attacco all’Europa, accusando i governi occidentali di alimentare un clima di paura per ragioni interne e di aver contribuito a creare la crisi ucraina. Ha ironizzato su Volodymyr Zelensky, definendolo “un attore di talento”, e ha messo in dubbio l’autenticità del video girato dal presidente ucraino a Kupiansk.

Putin ha invece lodato gli “sforzi sinceri” di Donald Trump per trovare una soluzione, descrivendo il presidente statunitense come “onesto” nel suo tentativo di mediazione.

Sul fronte militare, il Cremlino rivendica che le forze russe starebbero avanzando lungo l’intera linea del fronte e che nuovi progressi sarebbero attesi entro la fine dell’anno. Putin ha parlato di un esercito in espansione, con oltre 400 mila arruolamenti nel 2024 e un forte interesse per la nuova forza dedicata ai droni, al punto da richiedere selezioni competitive.

Sul capitolo europeo, il presidente russo ha definito una “rapina” l’ipotesi di utilizzare gli asset russi congelati per finanziare la ricostruzione ucraina, avvertendo che una simile scelta avrebbe “conseguenze gravi” per i Paesi coinvolti e minerebbe la fiducia nell’eurozona. Ha promesso ricorsi legali in giurisdizioni “non influenzate dal contesto politico”.

Infine, Putin ha attaccato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, accusandolo di ignorare la nuova Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, che non indica la Russia come nemico. Ha definito “incomprensibile” che l’Alleanza possa orientarsi verso una postura bellica mentre Washington non considera Mosca un avversario

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