Indagine a Venaria Reale smaschera raggiro con cena finta
Si presentava come chef professionista sui siti di incontri, proponendo cene romantiche a domicilio. In realtà, secondo gli investigatori, utilizzava il cibo per narcotizzare le vittime e derubarle. È quanto emerso da un’indagine dei Carabinieri che ha portato all’arresto di una coppia, ritenuta responsabile di una rapina ai danni di un pensionato di 68 anni a Venaria Reale, alle porte di Torino.
La cena trappola
La vicenda risale al 6 febbraio scorso, quando la donna, sotto falsa identità, ha organizzato un incontro con l’uomo nella sua abitazione. Dopo la cena, la vittima è stata trovata priva di sensi nella camera da letto, in stato di forte sedazione.
A dare l’allarme è stato il figlio, preoccupato per l’impossibilità di contattare il padre. I sanitari, intervenuti sul posto, hanno accertato la presenza di sostanze sedative, facendo scattare l’intervento dei militari.
Il ruolo decisivo delle indagini
Le indagini hanno preso una svolta grazie a un dettaglio apparentemente banale: una pentola di spaghetti trovata in cucina. Le analisi hanno evidenziato la presenza di benzodiazepine, lo stesso principio attivo riscontrato nell’organismo della vittima.
Da qui, gli investigatori hanno ricostruito il modus operandi, basato sull’utilizzo di cene preparate ad arte per somministrare sostanze narcotizzanti.
La complicità del compagno
Gli accertamenti, supportati dalle immagini di videosorveglianza e dal tracciamento dei pagamenti, hanno fatto emergere il coinvolgimento del compagno della donna. L’uomo si sarebbe occupato, tra l’altro, del reperimento dei farmaci utilizzati.
Le telecamere hanno inoltre smentito la versione fornita dalla donna, che si era dichiarata gravemente malata e costretta su una sedia a rotelle, mentre le immagini l’hanno ripresa mentre fuggiva a piedi con la refurtiva.
Refurtiva e prove
Nel corso delle perquisizioni domiciliari, i Carabinieri hanno rinvenuto oltre 8.000 euro in contanti, farmaci psicotropi, oggetti rubati alla vittima e telefoni intestati a prestanome.
Particolarmente rilevante anche il ritrovamento di un manoscritto contenente un elenco di potenziali bersagli, elemento che rafforza l’ipotesi di una pianificazione sistematica dei colpi.
Misure cautelari e indagini aperte
Per la coppia, una donna di 49 anni e un uomo di 63, è stata disposta la custodia cautelare in carcere su richiesta della Procura di Ivrea. Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi nell’alessandrino.
Gli investigatori non escludono che il duo possa aver agito anche in altri episodi simili. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità.

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