Blitz a Roma tra spaccio armi e tentato omicidio aggravato
Maxi operazione dei Carabinieri a Roma contro il traffico di droga e la criminalità organizzata. Dalle prime ore dell’alba, i militari del Nucleo Investigativo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, gravemente indiziate di una serie di reati, tra cui associazione per delinquere finalizzata allo spaccio, detenzione illegale di armi, estorsione e tentato omicidio.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Torna in carcere esponente storico
Tra gli arrestati figura uno storico esponente della Banda della Magliana, già noto alle cronache giudiziarie. Secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo centrale nell’approvvigionamento della droga destinata alle principali piazze di spaccio della capitale.
L’uomo, grazie ai rapporti con ambienti della criminalità organizzata, avrebbe facilitato i collegamenti con il clan Senese e con esponenti della ’ndrangheta, consolidando una rete criminale attiva in diversi quartieri romani.
Le piazze dello spaccio
Le indagini hanno ricostruito un sistema articolato di distribuzione della sostanza stupefacente, con base operativa in alcune aree della capitale, tra cui Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde e Garbatella.
Secondo quanto emerso, lo storico esponente avrebbe ripreso le attività dopo il ritorno in libertà, ottenendo il via libera per operare anche nelle zone di Testaccio e Trastevere.
Il ristorante come base operativa
Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda l’utilizzo di un ristorante di famiglia nel quartiere Testaccio, indicato come luogo di incontri tra affiliati e rappresentanti di diverse organizzazioni criminali.
L’attività investigativa, supportata da intercettazioni ambientali e sistemi di videosorveglianza, ha documentato numerosi incontri ritenuti strategici per la gestione degli affari illeciti.
Violenza ed estorsioni
Oltre al traffico di stupefacenti, agli indagati vengono contestati episodi di violenza. In particolare, lo storico esponente della banda è accusato di aver minacciato un meccanico con una pistola per ottenere il pagamento di 8.000 euro.
Di fronte al mancato pagamento, avrebbe ordinato una spedizione punitiva: la vittima, nel marzo 2024, è stata raggiunta da colpi di arma da fuoco alle gambe nel quartiere Magliana.
Indagini e aggravanti mafiose
Alcuni dei reati contestati risultano aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso, elemento che rafforza la gravità del quadro accusatorio.
L’operazione rappresenta un ulteriore colpo alle reti criminali attive nella Capitale, con indagini che proseguono per chiarire ulteriori responsabilità e ramificazioni dell’organizzazione.

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