Estradizione verso l’Italia dopo il fermo avvenuto in Finlandia
L’arresto di Marian Florin Bratu, 32 anni, chiude una delle ricerche più complesse degli ultimi mesi legate alla violenta aggressione subita dallo youtuber Simone Cicalone nella stazione Ottaviano della metro A. L’uomo, senza fissa dimora in Italia e residente formalmente in Romania, è stato individuato in Finlandia durante controlli di routine, dove è emerso il mandato di arresto europeo emesso dalla magistratura italiana. Il fermo, avvenuto per reati commessi sul territorio finlandese, ha permesso di collegare la sua identità al decreto di custodia cautelare firmato dal gip di Roma. Bratu ha già dato il proprio consenso all’estradizione e ora si attende soltanto il via libera della corte locale per il trasferimento in Italia.
Le indagini e la fuga oltre confine
Gli investigatori avevano identificato Bratu pochi giorni dopo il pestaggio del 12 novembre, insieme a un complice. Nonostante ciò, il 32enne era riuscito a far perdere le proprie tracce, alimentando il sospetto di una fuga all’estero. Le ricerche si erano concentrate inizialmente nei luoghi abitualmente frequentati dal gruppo a Roma, ma alcuni video diffusi sui social dagli stessi indagati avevano suggerito un allontanamento dal territorio nazionale. Da qui l’emissione del mandato europeo, rivelatosi decisivo quando la polizia finlandese ha incrociato i dati del fermato con le segnalazioni internazionali.
Il pestaggio nella stazione Ottaviano
La mattina del 12 novembre, Cicalone – all’anagrafe Simone Ruzzi – stava documentando l’attività di presunti borseggiatori vicino alle biglietterie automatiche della metro A. In pochi istanti è stato circondato da un gruppo di uomini dell’Est Europa. Un pugno lo ha fatto cadere, poi due calci alla testa lo hanno stordito completamente. La scena, ripresa dalla videomaker che lo accompagna abitualmente, è stata fondamentale per ricostruire la dinamica e riconoscere i volti coinvolti.
Il commando, composto da almeno dieci persone, si è dileguato in pochi secondi. Due guardie giurate presenti con Cicalone sono state a loro volta colpite con calci, pugni e spintoni, riportando ferite lievi. Per lo youtuber, invece, la prognosi è stata di 42 giorni, segno della brutalità dell’attacco.
Il quadro accusatorio e i prossimi passi
Oltre a Bratu, altre tre persone risultano destinatarie di ordinanze di custodia cautelare per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe reagito con violenza quando si è accorto che Cicalone e le guardie stavano contattando le forze dell’ordine. L’arrivo di ulteriori complici, chiamati in pochi secondi, ha trasformato un confronto verbale in un’aggressione coordinata.
Con l’imminente estradizione, Bratu sarà trasferito a Roma per rispondere delle accuse davanti alla magistratura italiana. Il suo rientro rappresenta un passaggio cruciale per completare il quadro investigativo e definire le responsabilità individuali all’interno del gruppo che ha agito nella stazione Ottaviano.

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