A Nuoro scoperta enorme piantagione e arrestate quattro persone
Il sequestro cannabis più imponente registrato in Italia negli ultimi anni ha portato all’arresto di quattro persone e alla denuncia di una quinta nell’ambito di un’operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro. L’intervento, eseguito questa mattina su disposizione del GIP del Tribunale di Nuoro e su richiesta della Procura, rappresenta l’esito di un’indagine articolata che ha permesso di individuare una piantagione di dimensioni eccezionali nelle campagne di Orani.
I soggetti coinvolti, residenti nei comuni di Orani, Silanus e Buddusò, sono ritenuti responsabili della produzione in concorso di sostanze stupefacenti. L’indagine è stata avviata dal Reparto Squadriglie, che ha operato direttamente sul territorio, per poi essere sviluppata dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, ricostruendo l’intera filiera produttiva della coltivazione illegale.
Il sequestro risale allo scorso luglio, quando i militari hanno scoperto una distesa di oltre 40.000 piante di cannabis indica già messe a dimora, affiancate da altre 13.000 in fase di essiccazione. Il materiale complessivo, pari a circa tre tonnellate e mezza, avrebbe generato 370 chilogrammi di principio attivo, equivalenti a circa 15 milioni di dosi per un valore stimato di 31 milioni di euro.
Le dimensioni dell’operazione emergono con chiarezza confrontando i dati con la relazione annuale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga: la quantità sequestrata rappresenta da sola un quarto della produzione regionale di canapa del 2024 e un sesto di quella nazionale. Un dato che colloca il ritrovamento tra i più significativi mai registrati, superiore persino al totale delle piante sequestrate nello stesso anno in Calabria, seconda regione italiana per produzione illegale dopo la Sardegna.
L’operazione conferma l’intensa attività di controllo svolta dai Carabinieri nelle aree rurali della provincia, dove negli ultimi anni sono state individuate diverse coltivazioni illegali nascoste in zone impervie. Il sequestro di Orani, tuttavia, per estensione e capacità produttiva, rappresenta un caso eccezionale che evidenzia la presenza di un’organizzazione strutturata e in grado di gestire un ciclo produttivo su larga scala.
Le autorità ricordano che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che gli arrestati devono essere considerati presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. L’inchiesta prosegue per ricostruire eventuali ulteriori responsabilità e verificare i canali di distribuzione della sostanza destinata al mercato illecito.

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