Putin insiste sul Donbass, tensione nei negoziati di pace

Trump e Zelensky divisi, Macron avverte l’Europa sul rischio

Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito che il Donbass sarà liberato “con la forza delle armi” se Kiev non ritirerà le proprie truppe. In un’intervista rilasciata a India Today, il leader del Cremlino ha accusato l’esercito ucraino di voler prolungare il conflitto e ha sottolineato che Mosca non intende tollerare ulteriori perdite civili.

Putin è giunto a Nuova Delhi per una visita ufficiale di due giorni, accolto dal premier indiano Narendra Modi. I colloqui bilaterali si concentrano sul rafforzamento della cooperazione militare, mentre sullo sfondo resta la crisi ucraina.

Secondo quanto riportato dalla Tass, Putin ha riconosciuto gli sforzi del presidente americano Donald Trump per favorire un piano di pace, pur definendoli “complessi e privi di consenso”. La bozza statunitense, articolata in 28 punti e suddivisa in quattro pacchetti, non ha prodotto risultati concreti.

Intanto, l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, insieme a Jared Kushner, incontra oggi in Florida il negoziatore ucraino Roustem Umerov, dopo il vertice di Mosca. Trump ha parlato di “ottimo incontro con Putin”, ma ha rimproverato Zelensky per non aver colto in passato l’occasione di un accordo.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto un colloquio con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, ribadendo la volontà di perseguire una pace “dignitosa e affidabile”.

Sul fronte economico, il Tesoro americano ha sospeso alcune sanzioni contro Lukoil, consentendo alle stazioni di servizio fuori dalla Russia di proseguire le attività.

In Europa, il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe avvertito i partner del rischio di un “tradimento” da parte degli Stati Uniti, secondo quanto riportato da Der Spiegel. L’Eliseo ha però smentito le ricostruzioni.

Perché Putin vuole il Donbass

Il Donbass rappresenta per Mosca un nodo strategico e identitario. La regione, ricca di risorse minerarie e industriali, è considerata dal Cremlino parte integrante della sfera d’influenza russa. Putin insiste sulla sua “liberazione” per garantire sicurezza ai confini e consolidare il controllo su un’area abitata da una significativa popolazione russofona. La conquista del Donbass, inoltre, rafforzerebbe la posizione negoziale di Mosca, trasformandolo in leva politica nei colloqui di pace.

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