Operazione antidroga nel casertano: undici misure cautelari eseguite

Carabinieri smantellano rete di rapine e furti nel Nord Italia

Smantellata piazza di spaccio al Royal Residence di Castel Volturno

I Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno eseguito l’11 dicembre 2025 due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dai G.I.P. dei Tribunali di Napoli e di Napoli per i Minorenni, nei confronti di undici persone, tra cui due minorenni all’epoca dei fatti, ritenute coinvolte in un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti aggravato dall’uso del metodo mafioso e di armi da fuoco. Le misure rappresentano l’esito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, che ha documentato un’attività di spaccio radicata in un’area residenziale di Castel Volturno.

Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe riprodotto il modello delle piazze di spaccio dell’area di Scampia–Secondigliano all’interno del complesso “Royal Residence”, situato in località Villaggio Coppola Pineta Mare. Il condominio, abitato da numerose famiglie, sarebbe stato trasformato in un punto di distribuzione attivo senza interruzioni, con epicentro nella hall dello stabile. L’organizzazione avrebbe imposto il proprio controllo sull’intero edificio, generando un clima di assoggettamento che ha inciso pesantemente sulla quotidianità dei residenti.

Le investigazioni hanno preso avvio nella seconda metà del 2023, dopo un incendio che aveva coinvolto un appartamento del condominio. L’episodio è stato interpretato sin dalle prime valutazioni come un’intimidazione legata alla gestione della piazza di spaccio. Gli approfondimenti hanno rilevato la presenza di soggetti provenienti dal quartiere di Secondigliano, già noti alle forze dell’ordine, che avrebbero replicato nel complesso casertano le strategie criminali tipiche delle organizzazioni attive nel loro luogo di origine. Tra queste, l’utilizzo dei piani alti per le vedette, la predisposizione di percorsi obbligati e l’installazione di sistemi di videosorveglianza per monitorare l’area e prevenire interventi delle pattuglie.

Il quadro raccolto dalla Polizia Giudiziaria ha evidenziato modalità operative riconducibili al metodo mafioso, con un controllo di tipo militare fondato anche sull’uso di armi da fuoco e sulla commissione di violenze mirate a consolidare il dominio del gruppo. Sono state documentate spedizioni punitive e pestaggi disposti dai promotori dell’associazione, finalizzati a intimidire consumatori e residenti e a mantenere il silenzio sulle attività in corso.

Tra gli episodi più gravi sono stati registrati incendi ai danni dell’amministratore del condominio e di altri abitanti del complesso, oltre al ferimento di un cittadino polacco, raggiunto da colpi alle gambe esplosi con una pistola clandestina modificata. Le indagini hanno inoltre ipotizzato che l’apertura della piazza di spaccio fosse stata autorizzata da esponenti riconducibili alla fazione Bidognetti del clan dei casalesi, sebbene tali soggetti siano rimasti non identificati.

L’insieme degli elementi raccolti ha portato all’emissione delle misure cautelari, che comprendono anche contestazioni relative a plurime cessioni di sostanze stupefacenti avvenute nel corso del periodo investigato. Le ordinanze sono state disposte nella fase delle indagini preliminari e sono suscettibili di impugnazione. Le persone destinatarie dei provvedimenti sono sottoposte a indagini e vengono considerate innocenti fino al giudizio definitivo.

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