Olimpiadi, agenti USA in Italia: Tajani spegne le polemiche
La macchina organizzativa per i Giochi Invernali del 2026 non si limita alle piste da sci, ma si estende ai tavoli della diplomazia e della sicurezza internazionale. Nelle ultime ore, il dibattito politico si è acceso sulla partecipazione di funzionari dell’immigrazione statunitense (ICE) sul suolo italiano durante la kermesse di Milano-Cortina. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto con fermezza per dissipare ogni dubbio: la gestione della pubblica sicurezza rimane un’esclusiva competenza delle autorità italiane.
Una collaborazione operativa senza poteri esecutivi
Il coinvolgimento delle agenzie federali americane è stato inquadrato come una procedura standard di assistenza e scambio informativo. Un portavoce dell’ICE ha confermato che il personale avrà il compito di affiancare il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato. L’obiettivo primario non è il controllo delle strade, bensì l’analisi e la neutralizzazione di potenziali minacce derivanti dalla criminalità transnazionale. Si tratta, in sostanza, di un monitoraggio preventivo che mira a proteggere le delegazioni e i cittadini in un contesto di massima allerta globale.
Il primato delle forze dell’ordine italiane sul campo
Tajani ha respinto con vigore le critiche che parlavano di una “cessione di sovranità” nella gestione dell’ordine pubblico. Il vicepremier ha paragonato la presenza degli agenti USA a quella di una scorta diplomatica che segue i rappresentanti di Stato all’estero. Durante le competizioni di Milano, la tutela dei cittadini e degli atleti sarà affidata unicamente a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Gli esperti stranieri, inclusi quelli provenienti da Francia, Germania, Spagna e Svizzera, opereranno all’interno di sale operative congiunte, sfruttando i canali dell’Interpol per una prevenzione proattiva che trascende i confini nazionali.
Il vertice al Viminale per coordinare le attività
Per blindare la cooperazione e prevenire strumentalizzazioni, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato l’ambasciatore americano Tilman Fertitta. Durante il colloquio è emerso chiaramente che nessuna unità armata straniera pattuglierà le vie delle città coinvolte. Piantedosi ha ribadito che l’ICE, pur essendo una componente investigativa fondamentale del Dipartimento della Sicurezza Interna, non avrà mai autonomia operativa in Italia. La loro funzione resterà confinata alla consulenza e alla condivisione di database sensibili, un protocollo già ampiamente testato in precedenti edizioni dei Giochi Olimpici in tutto il mondo.
Contro la propaganda e la disinformazione politica
Il titolare della Farnesina ha usato toni molto diretti per rispondere alle polemiche delle opposizioni, definendo “fantasie” le immagini di agenti americani in assetto da combattimento. Non ci saranno squadre speciali con il volto coperto a presidiare le sedi di Cortina, ma solo funzionari in abiti civili dedicati al coordinamento tecnico. La sicurezza nazionale, ha concluso Tajani, è un pilastro che l’Italia non intende delegare a nessuno, trasformando la collaborazione internazionale in una risorsa logistica anziché in un problema di ordine pubblico.
(Pap/Adnkronos)

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