Memoria civile rilancia Firenze nel ricordo di Lando Conti

Memoria civile rilancia Firenze nel ricordo di Lando Conti

Commemorazione pubblica a Firenze per il quarantennale dell’omicidio

A quarant’anni dall’assassinio di Lando Conti, Firenze torna a confrontarsi con una delle sue ferite più profonde attraverso un’iniziativa che intreccia storia, identità cittadina e responsabilità collettiva. Le Giornate Lando Conti, in programma sabato 21 febbraio 2026 al Palagio di Parte Guelfa, nascono con l’obiettivo di restituire spessore umano e politico alla figura dell’ex sindaco, ucciso il 10 febbraio 1986 da un commando delle Brigate Rosse in un agguato che sconvolse l’intero Paese.

Una ricostruzione storica che attraversa due secoli

Il cuore dell’appuntamento sarà la relazione del prof. Fulvio Conti, docente di Storia contemporanea all’Università di Firenze, dedicata al ruolo svolto dagli amministratori massoni tra Ottocento e Novecento. Un percorso che mette in luce il contributo offerto da esponenti della Libera Muratoria alla costruzione delle istituzioni locali, alla modernizzazione urbana e alla definizione di una cultura amministrativa improntata a laicità, trasparenza e servizio pubblico.

L’intervento si inserisce in un quadro più ampio di riflessione sul rapporto tra società civile e governo del territorio, offrendo una lettura storica capace di illuminare anche le dinamiche del presente. La scelta di affrontare questo tema nel contesto delle Giornate dedicate a Conti sottolinea la volontà di restituire complessità alla sua figura, spesso ridotta alla sola dimensione tragica dell’attentato.

Un’eredità morale che interpella il presente

A chiudere i lavori sarà il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, con una riflessione sul valore civile dell’eredità di Conti e sulla necessità di preservare la memoria degli anni più duri del terrorismo. Un richiamo alla responsabilità collettiva, perché il ricordo non si trasformi in un esercizio rituale ma resti un presidio attivo contro ogni forma di violenza politica.

La commemorazione, spiegano i promotori, non vuole limitarsi a un omaggio formale. L’obiettivo è contrastare l’inevitabile erosione della memoria pubblica, soprattutto tra le generazioni che non hanno vissuto gli anni di piombo e rischiano di percepirli come un passato lontano, quasi astratto. Per questo l’iniziativa punta a intrecciare testimonianza, analisi storica e riflessione civile, restituendo al pubblico un quadro chiaro del contesto in cui maturò l’omicidio.

Lando Conti, un amministratore legato alla sua città

Figura poliedrica, Conti fu imprenditore, politico e amministratore profondamente radicato nella vita cittadina. La sua uccisione rappresentò un trauma per Firenze, che vide spezzarsi la vita di un uomo impegnato nella difesa dei valori democratici e nella promozione di una visione moderna della cosa pubblica. La Massoneria italiana continua a ricordarlo come un fratello che interpretò la libertà e la laicità come strumenti di servizio alla collettività.

Un ponte tra passato e futuro

Le Giornate Lando Conti si propongono di trasformare il quarantennale in un momento di rinnovata consapevolezza. Non solo memoria, dunque, ma anche interrogativi sul ruolo che la Massoneria e le istituzioni civiche possono assumere in una società attraversata da cambiamenti profondi. Un invito a guardare al passato non come a un archivio immobile, ma come a una risorsa per comprendere il presente e orientare il futuro.

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